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Enel recupera in Borsa, ok di Mosca alla cessione degli asset russi

Venduta la maggioranza di Enel Russia a Lukoil

di Eleonora Micheli

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Enel tenta di risollevarsi dai minimi toccati nelle ultime sedute, livelli che non si vedevano dal settembre 2018. Grazie alla notizia che la società cederà gli asset in Russia, le azioni sono tra le migliori del Ftse Mib insieme alle altre utility. Da metà settembre, però, hanno perso il 13,5% e da inizio anno circa il 40% del proprio valore.

Da Mosca via libera alla vendita di attività a Lukoil

La società ha comunicato di aver ottenuto il via libera dalla Russia per procedere alla cessione dei propri asset russi a Lukoil. L'operazione era già stata annunciata nei mesi scorsi, ma era poi stata congelata dal Cremlino. «Si tratta di una notizia positiva a nostro avviso, che riduce la complessità della struttura societaria relativamente ad assets che non erano, di fatto, più in gestione di Enel», hanno commentato gli analisti di Equita. La cessione del 56,43% della società russa avverrà a un prezzo di 137 milioni di euro e comporterà la riduzione del debito del gruppo elettrico di circa 550 milioni, oltre che un write down di 1,3 miliardi di euro, con il rilascio delle riserve in valuta per 1,1 miliardi. Gli esperti di Equita apprezzano soprattutto la riduzione del debito, oltre che il miglioramento del profilo ESG, con l'uscita dalle centrali termoelettriche per 5,6 GW. «Il write down delle riserve è una posta non ricorrente che non impatterà sulla distribuzione dei dividendi», hanno inoltre sottolineato gli analisti, che così raccomandano un 'Buy' sulle azioni di Enel, stimando un target di prezzo ben più elevato delle quotazioni di Borsa e pari a 7,5 euro. Tra l'altro, ricordano gli esperti, il colosso elettrico in questi giorni ha anche annunciato una campagna di sconti ai clienti del mercato libero pari a 0,10 euro per ogni KWh risparmiato nel quarto trimestre dell'anno rispetto allo stesso periodo 2021. Lo sconto, però, sarà valido solamente nel caso in cui il prezzo dell'energia sarà superiore ai 400 euro al megawattora. «Si tratta di una'operazione commerciale interessante, in linea con le indicazioni europee sui risparmi volontari per la stagione invernale», hanno commentato da Equita, pur rilevando che dovrà essere compreso l'effettivo impatto sia sul fronte del passaggio al mercato libero, sia in termini di incremento della market share del gruppo.

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