mobilità e fintech

EnelX: «Saremo leader nei servizi all’auto elettrica»

Enel X punta alla leadership mondiale nei servizi collegati alla ricarica delle auto elettriche. In questo business la vendita di energia è solo il punto di partenza: in ballo ci sono nuovi servizi da sviluppare assieme alla case automobilistiche e che potranno essere venduti sfruttando i pagamenti elettronici nei quali Enel X si appresta a debuttare con EnelPay

di Laura Serafini


Trasporti, l'auto elettrica piace ma le vendite restano marginali

4' di lettura

Enel X punta alla leadership mondiale nei servizi collegati alla ricarica delle auto elettriche. In questo business la vendita di energia è solo il punto di partenza: in ballo ci sono nuovi servizi da sviluppare assieme alla case automobilistiche e che potranno essere venduti sfruttando i pagamenti elettronici nei quali Enel X si appresta a debuttare con EnelPay. «È un mercato per molti versi sconosciuto e che al momento si contendono 4 o 5 player. Tra questi, quasi nessuno ha una dimensione globale come il nostro gruppo e questo per noi rappresenta una grande opportunità», rivela Francesco Venturini, numero uno di EnelX.

Se la stessa mobilità elettrica è una start-up, visto che le aziende automobilistiche fanno fatica a dimostrare la redditività del modello di business, anche questo mercato collegato rappresenta una pasta grezza da plasmare. Una nuova frontiera che ha portato Enel X a scontrarsi con Google: a maggio l’Antitrust italiano ha aperto un’istruttoria a carico del colosso Usa perchè aveva vietato all’App Enel X Recharge - sviluppata per fornire ai clienti le informazioni sull’accesso alle infrastrutture di ricarica - l’integrazione nell’ambiente di Android Auto, dedicato agli automobilisti perchè consente l’interazione con i comandi vocali. «Abbiamo chiesto l’integrazione con Android Auto per motivi di sicurezza - racconta Venturini -. E questo perché il nostro cliente non può utilizzare il cellulare mentre guida e deve poter parlare con l’App. Google ha risposto di no, argomentando in modo per noi non convincente. Per questo motivo abbiamo presentato ricorso». L’aspetto singolare è che la capacità dei Big Tech come Google di creare un ambiente digitale all’interno delle auto sta scalzando l’azienda automobilistica da uno dei pochi segmenti rimasti per differenziare la propria offerta nell’esperienza d’uso per i clienti, soprattutto nella fascia alta di mercato. Ma c’è poco da fare: tutta l’innovazione e la tecnologia che una casa può impiegare per rendere agevole la connettività e l’interazione digitale rappresenta ben poca cosa di fronte alle richieste dei clienti di avere l’ambiente del proprio cellulare dentro l’auto. Bmw ha provato a ostacolare questo trend (facendo pagare caro l’accesso) e sono fioccate le proteste dei clienti. Ecco perchè il ricorso all’Antitrust sarebbe dovuto partire dalle case produttrici.

Invece ha dovuto muoversi un’utility. L’accesso a quell’ambiente ora può diventare cruciale per Enel X: se la spuntasse si aprirebbero opportunità importanti, che passano anche attraverso i pagamenti elettronici nei quali il gruppo elettrico debutterà da settembre, quando grazie alla direttiva Psd2 i soggetti autorizzati potranno accedere ai conti correnti addebitando direttamente il costo dei servizi. Enel X è abilitata, visto che ha ottenuto l’autorizzazione dalla Banca d’Italia per creare l’istituto di moneta elettronica EnelPay: l’utility ha stretto un accordo con la società leader nelle infrastrutture per i pagamenti Sia (controllata da Cdp), alla quale ha affidato la gestione della piattaforma tecnologica e la consulenza per sviluppare il business a livello globale. «Potremo usare uno strumento dell’Enel per addebitare i servizi di ricarica legati alla mobilità elettrica invece di ricorrere a strumenti di pagamento di terzi (carte di credito, Apple o Samsung Pay, ndr) - chiosa Venturini -. A questo poi si aggiunge una dimensione nuova. Pensiamo al caso dell’ambiente Android Auto: se riuscissimo a entrare, potremmo rendere più sicura e più comoda, utilizzando Enelpay per i pagamenti, l’esperienza di ricarica che stiamo sviluppando in molti casi congiuntamente alle case automobilistiche». Case con le quali si stanno sviluppando anche nuovi servizi che potranno essere commercializzati attraverso Enelpay.

La nuova frontiera si appoggia ad alcuni trend che stanno spingendo lo sviluppo del settore. «La mobilità in futuro sarà connessa, autonoma, condivisa ed elettrica - dice Lucio Tropea, già direttore vendite di Smart, oggi responsabile marketing e-mobility di Enel X -. L’elettrico è un pezzo di questo scenario e questi trend si rafforzano tra loro. Sono cambiamenti che praticamente nessuna casa automobilistica può affrontare da sola».

Il passaggio tecnologico verso l’auto elettrica si compirà se si renderà la ricarica un’esperienza gradevole per l’utente. «Credo che Fca non abbia mai annunciato partnership - osserva Venturini -. Nei giorni scorsi ne ha comunicato una con noi (e anche con Engie, ndr). La questione di fondo è che se si vuole spingere questo mercato, un ruolo importante lo giocano le utility e il modo in cui si organizza la ricarica. Fornirla attraverso infrastrutture connesse e intelligenti e con un software che gestisce minimizzando il costo per l’utente è fondamentale. Non è un percorso facile: utility e il mondo dell’auto parlano linguaggi diversi. Ma è necessario pianificare insieme le zone nelle quali mettere le infrastrutture di ricarica, perchè è cruciale individuare dove ci sarà maggiore concentrazione di auto elettriche. Tra accordi diretti e indiretti in Italia stiamo facendo pianificazione con tutte le case automobilistiche».

Il valore aggiunto sul quale sta puntando Enel X è nell’offerta flessibile e modulare che si accompagna alla wall box, la stazione di ricarica intelligente. «Abbiamo creato una nostra wall box - racconta Tropea - perchè non ci sono box con analoghe capacità di intelligenza a un prezzo che sia sostenibile sul mercato». La wall box è collegata a internet attraverso un’interfaccia di Enel X alla quale si accompagna la App. «Possiamo modulare il servizio in base a quello che la casa automobilistica chiede - chiarisce Tropea -. Siamo flessibili per ogni esigenza:ci mettiamo a disposizione delle aziende per avvicinarle a servizi che prima o poi finiranno per delegare alle utility».

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