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Energean porta a Milano la sede tecnica: «Italia cuore delle attività future»

di Sissi Bellomo


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3' di lettura

Ci saranno l’Italia – e Milano – al centro delle future strategie di Energean, la compagnia greca che ha appena rilevato le attività Oil & Gas di Edison. Il capoluogo lombardo in particolare diventerà la sede tecnica del nuovo gruppo allargato, anticipa Mathios Rigos, ceo e fondatore di Energean, al Sole 24 Ore.

«Un aspetto molto importante di questa acquisizione è che non riguarda solo asset, ma anche persone», spiega Rigas, che ha creato dal nulla Energean, trasformandola in un protagonista di primo piano nello sviluppo delle risorse del Mediterraneo Orientale. «Per noi è importantissimo lavorare con il team costruito da Edison a Milano: ci sono ottimi ingegneri e geologi, tanto che abbiamo deciso di rendere Milano il centro delle nostre attività tecniche, trasferendovi tutto il nostro personale dedicato. La finanza resterà a Londra, dove siamo quotati, e il backoffice ad Atene, dove ci sono costi più bassi.

Avete solo 12 anni di storia e siete la compagnia “independent” più brillante sul listino londinese: siete raddoppiati di valore dall’Ipo di marzo 2018 e quest’anno il titolo è in rialzo del 50%. Qual è il vostro segreto?

In realtà non è un vero segreto. Fin dall’inizio il mio obiettivo era creare una società petrolifera indipendente che fosse leader nel Mediterraneo: essendo greco e avendo vissuto a lungo in Grecia ero in grado di capire come confrontarmi con la cultura mediterranea, come fare affari in Paesi simili al mio. Ma non basta. La mia vision era riuscire a creare una società che producesse idrocarburi, ma fosse anche capace di proteggere l’ambiente, le comunità locali, il turismo.

Pensa di esserci riuscito?

In Grecia abbiamo attività offshore in aree molto sensibili dal punto di vista ambientale. Nel golfo di Kavala, nel nord del Paese, ci sono ci sono 17 spiagge bandiera blu, che attirano un milione di turisti all’anno, proprio accanto a piattaforme di estrazione che funzionano da più di 40 anni. Abbiamo investito 300 milioni di dollari nell’area, diamo lavoro a oltre 300 persone e la popolazione locale ha capito che l’Oil & Gas può coesistere con la valorizzazione dell’ambiente e del turismo. La gente oggi si fida di noi e vorremmo che accadesse lo stesso in Italia. Non vediamo l’ora di fare di più nel vostro Paese. L’Italia per noi è il cuore delle attività rilevate da Edison.

Operare in Italia però non è facile. Ci sono forti pressioni da parte di gruppi ambientalisti e l’attuale Governo non incoraggia le attività estrattive.

Capisco molto bene le preoccupazioni degli italiani. Vivo anch’io in un Paese bellissimo. Ma vorrei invitare tutti a vedere con i propri occhi in che modo lavoriamo. Possiamo mostrare meravigliosi esempi di come sia possibile coniugare turismo ed estrazioni. Anche in Montenegro c’erano gruppi ambientalisti contrari alle nostre attività, poi li abbiamo portati in Grecia e li abbiamo convinti. Lo stesso vale per Israele: anche lì ci sono belle spiagge e oggi non solo c’è molto turismo ma il Paese, grazie alla scoperta di giacimenti, è diventato autosufficiente nel gas. Anzi, nè ha così tanto che presto inizierà ad esportarlo. Io penso che tutte le risorse naturali debbano essere sfruttate e anche il gas è una risorsa naturale. Naturalmente bisogna operare con regole molto severe, nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza.

In passato aveva escluso di acquistare asset che si trovassero a più di tre ore di volo da Atene. Con Edison E&P entrate anche nel Mare del Nord. Ci saranno dismissioni? 

La nostra strategia resta sempre la stessa. Vogliamo essere focalizzati sul Mediterraneo, un’area in cui conosciamo bene non solo le rocce, ma anche la cultura e la politica. Solo il 10% del portafoglio di Edison è nel Mare del Nord, comunque: la maggior parte è concentrato in Egitto e in Italia. Valuteremo più avanti se vendere qualcosa. Prima dobbiamo chiudere la transazione, con il via libera da tutti i Paesi in cui andremo a operare. Ci vorranno 3-4 mesi, forse un po’ di più perché ora è estate e, si sa, nel Mediterraneo è periodo di vacanze.

Energean estrae gas in Israle e con Edison E&P ora si rafforza in Egitto. Cosa pensa del gasdotto EastMed?

Siamo molto interessati. Abbiamo trovato un sacco di gas in Israele. Per ora la produzione viene tutta venduta sul mercato domestico, ma è destinata ad espandersi e bisognerà trovare il modo di esportare. Vogliamo lavorare a stretto contatto con Edison (che ha conservato il Midstream e continua a promuovere il progetto, Ndr)

Il problema di EastMed è trovare finanziamenti. Voi sareste disposti a investirci?

È prematuro parlarne e comunque il dibattito non può essere limitato all’aspetto finanziario, c’è anche la geopolitica e la Ue vuole diversificare le fonti di gas. I capitali non sono un problema insormontabile.

@SissiBellomo

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