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Energetici in calo in Europa con timori domanda, Eni e Saipem in coda a Ftse Mib

I titoli del Cane a sei zampe subiscono anche un calo tecnico legato allo stacco cedola (dividendo da 0,22 euro per azione)

di Stefania Arcudi

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2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - In una seduta difficile per il comparto energetico europeo (-1,23% l'Euro Stoxx 600 di settore, per il momento il peggiore di giornata), anche a Piazza Affari i petroliferi sono in coda al FTSE MIB . Restano forti i timori per lo stato di salute della domanda di energia, alimentati dal rischio di rallentamento, se non di recessione, delle maggiori economie globali (la settimana scorsa anche l'agenzia di rating Fitch ha rivisto al ribasso le stime per quest'anno e il prossimo proprio a causa dello shock provocato dalla crisi energetica). Questo pesa sui prezzi del greggio, che in apertura di settimana è ancora in calo dopo avere ceduto oltre un punto percentuale nella precedente ottava: -1,1% a 84,2 dollari al barile il Wti ottobre, -0,8% a 90,7 dollari il Brent novembre. Così, come detto, a Piazza Affari in coda al listino principale finiscono Saipem ed Eni, che per altro subisce un calo tecnico legato allo stacco cedola (dividendo da 0,22 euro per azione).

Dubbi sulla quantità di forniture dall'Algeria

Sempre sul fronte energetico, secondo quanto riferito da Repubblica, la società petrolifera statale algerina Sonatrach starebbe incontrando difficoltà nella messa in funzione degli impianti di produzione necessari per l'incremento delle forniture all'Italia. Il portale algerino sostiene che su un totale di 9 miliardi di metri cubi di forniture addizionali che dovevano essere raggiunte gradualmente nel periodo 2023-2024, Sonatrach è in grado di fornire solo 3,5 miliardi di metri cubi. Il volume medio delle forniture di gas dall'Algeria all'Italia oscillava negli anni scorsi tra i 20 e i 22 miliardi di metri cubi all'anno. Una delle soluzioni potrebbe essere quella di produrre meno Lng a favore del gas trasportato via tubo. «Ad Eni non risulterebbe alcuna difficoltà da parte algerina nella disponibilità presente e futura dei volumi di gas addizionali concorda», sottolineano gli analisti di Equita.

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