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Energia: Antitrust indaga su Enel, A2A e Acea

di L.Ser.

(Paolo Cerroni)

2' di lettura

Enel, A2A e Acea finiscono nel mirino dell’Antitrust che ha aperto un’istruttoria per presunte pratiche adottate per portare i clienti che rientrano nella fascia di maggior tutela al libero mercato sfruttando la loro posizione dominante. E questo utilizzando le informazioni anagrafiche e i dati di fatturazione dei clienti in possesso delle società di distribuzione di questi gruppi per agevolare le società che operano sul libero mercato dei gruppi stessi (a dispetto dell’obbligo di unbundling)a portare i clienti nel loro portafoglio.

La pratica, se dimostrata, si rivelerebbe ancora più odiosa perché avviata nell’imminenza dell’abolizione della fascia di maggior tutela, anche se il governo nelle scorse settimane ha spostato la scadenza da giugno 2018 a giugno 2019. Un rinvio nato proprio dalla necessità di prendere tempo per tutelare gli oltre 20 milioni di utenti che non hanno lasciato la maggior tutela. L’aggressività delle società di vendita di energia in proposito è stata sperimentata da molti cittadini, che sono stati tempestati telefonicamente o disturbati a casa da operatori delle diverse società che volevano far firmare contratti per passare a libero mercato. Per acquisire documenti e prove, l’Antitrust ha mandato ieri la guardia di finanza nelle sedi delle tre società.

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«Tali condotte potrebbero qualificarsi come abusive - spiega l’Antitrust - in quanto si fonderebbero su vantaggi competitivi non replicabili. Al concessionario per la distribuzione di energia elettrica, infatti, è riconosciuta anche l’esclusiva legale per la gestione del servizio di maggior tutela nel territorio interessato dalla concessione stessa che, per Enel, coincide con larga parte del territorio nazionale, per A2A con l’area di Milano e per Acea con l’area di Roma». L’indagine nasce da una segnalazione dell’Associazione grossisti di energia che denunciava comportamenti finalizzati «ad accelerare il processo di svuotamento del bacino di clienti ancora in maggior tutela in previsione della possibile applicazione di meccanismi proconcorrenziali per l’erogazione di un servizio di salvaguardia ai clienti» che non abbiano effettuato la scelta. Dunque, le tre aziende rischiano di perdere i clienti che non hanno lasciato la maggior tutela. Nel caso di Enel, ci sono indizi «di una più ampia strategia» dell’operatore che «starebbe tentando di far transitare il proprio parco clienti dal mercato tutelato a quello libero». Enel Energia, inoltre, attraverso operatori di teleselling avrebbe «posto in essere una massiccia campagna» per riacquisire clientela passata a un altro operatore. Nel provvedimento sulle tre società l’Antitrust ravvisa anche la possibile infrazione della normativa comunitaria, perché è stato creato pregiudizio al commercio tra gli Stati membri. Enel «confida che l’Autorità potrà accertare la piena correttezza e legittimità dei comportamenti» ha spiegato ieri in una nota.

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