Forum Cdp-Snam-Terna

Energia, asse tra elettricità e gas per decarbonizzare l’Italia

Agli Stati generali della transizione energetica istituzioni e operatori a confronto per individuare la ricetta italiana per tagliare le emissioni di carbonio: servono quasi 100 miliardi di investimenti, da qui al 2030, in infrastrutture energetiche per assicurare il raggiungimento dei target Ue su energia e clima

di Celestina Dominelli

Sviluppo sostenibile. Obiettivo 7 – Energia

Agli Stati generali della transizione energetica istituzioni e operatori a confronto per individuare la ricetta italiana per tagliare le emissioni di carbonio: servono quasi 100 miliardi di investimenti, da qui al 2030, in infrastrutture energetiche per assicurare il raggiungimento dei target Ue su energia e clima


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La strada per decarbonizzare l’Italia l’ha delineata il Piano nazionale integrato energia e clima, su cui il governo ha incassato un primo via libera di Bruxelles e che sta ora aggiornando, anche alla luce della consultazione pubblica avviata sul documento, con l’obiettivo di mettere a punto la versione definitiva. Ma per centrare il traguardo finale serve una strategia coordinata tra settore elettrico e gas affinché la transizione energetica non si trasformi in una occasione persa.

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L’analisi congiunta Cdp-Snam-Terna
Ecco perché Cassa depositi e prestiti, Snam e Terna, hanno voluto riunire tutti i principali attori della partita in occasione della prima edizione degli Stati generali della transizione energetica. E per avviare la riflessione attorno alla ricetta “italiana” per la decarbonizzazione, i due gestori della rete elettrica e di quella gas - che hanno anche firmato oggi, 16 ottobre, un accordo per la prevenzione delle minacce cibernetiche - hanno presentato i risultati di uno studio congiunto che identifica quattro diversi scenari, più o meno spinti, per assicurare il raggiungimento dei target Ue su energia e clima, tutti concordi però nell’indicare che elettricità e gas devono camminare di pari passo.

Ferraris (Terna): serve sforzo corale per la transizione energetica
Luigi Ferraris, ad di Terna, lo dice senza troppi giri di parole. «È necessario uno sforzo corale, di istituzione e imprese, affinché la transizione energetica diventi una grande opportunità di investimenti e crescita occupazionale e metta in sicurezza il servizio elettrico a beneficio di tutti i cittadini». L’impegno per il gestore della rete elettrica non è da poco e il top manager mette in fila le priorità, dagli investimenti sull’infrastruttura nazionale e sulle interconnessioni con l’estero all’introduzione di segnali di prezzo di lungo periodo (tradotto mercato delle capacità, ma anche aste e contratti di lungo termine per le rinnovabili). E ancora, investimenti in digitalizzazione e innovazione, come pure ulteriore capacità produttiva (tra rinnovabili e accumuli, dalle batterie ai pompaggi) per assicurare lo spegnimento in sicurezza delle centrali a carbone entro il 2025. Rispetto al quale Ferraris mette l’accento sulla necessità di accelerare gli iter autorizzativi per gli interventi strategici.

Alverà (Snam): bolletta gas scesa del 20% negli ultimi 7 anni
Quando al contributo del gas, spetta invece all’ad di Snam Marco Alverà ribadire che per contribuire a decarbonizzare i consumi finali bisognerà continuare a supportare lo sviluppo dei gas verdi - dal biometano all’idrogeno rinnovabile - che, come certifica uno studio condotto da Navigant e commissionato dalla stessa Snam e dalle omologhe europee, può far risparmiare al 2050 oltre 200 miliardi di euro l’anno alle bollette europee. Bollette che,sul fronte del gas, ricorda ancora il ceo sono scese «negli ultimi sette anni da quasi 90 euro a mwh a circa 70 euro a megawatt/h con una riduzione del 20% negli ultimi 7 anni e 10% negli ultimi 5 anni» anche grazie agli interventi regolatori italiano e europeo. Ma la via da percorrere è ancora lunga e non può che passare da sempre maggiore integrazione tra i due settori, anche sul piano infrastrutturale. Da qui l’annuncio del numero uno di Snam: «Nel prossimo piano decennale proporremo la conversione di alcune centrali di spinta e stoccaggio, che oggi vanno a gas in centrali elettriche e a metano (ibride)».

Il ruolo della Cdp come investitore di lungo termine e di sistema
Che il tema infrastrutturale sia strategico per un’Italia decarbonizzata lo sottolineano anche i vertici di Cdp, rappresentati oggi dal vicedirettore generale Alessandro Tonetti e dal direttore Infrastrutture, Pa e Territorio, Luca D’Agnese. Il primo ricorda il cambio di passo della Cdp sui temi dell’energia e della sostenibilità: «Il 15% delle risorse mobilitate da Cdp, ossia alcuni miliardi, saranno dedicate a iniziative coerenti con la transizione energetica e il contrasto al cambiamento climatico». E D’Agnese rimarca «il ruolo decisivo» della spa di Via Goito come investitore di lungo termine e di sistema per raggiungere i target al 2030. Poi, recuperando i numeri di un recente studio confezionato da Confindustria Energia, rammenta alla platea che servono 96 miliardi di investimenti, da qui al 2030, per le infrastrutture energetiche necessarie per la transizione: un volume in grado di garantire, spiega D’Agnese, 140mila occupati annui e una ricaduta complessiva, in termini di valore aggiunto per l’economia nazionale, di 142 miliardi (che salgono a 305 miliardi se si considera l’intero ciclo di vita degli investimenti).

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