Caro bollette

Draghi striglia la maggioranza: così non si va avanti. In Cdm misure per accelerare su gas e rinnovabili

Chiesti chiarimenti dopo che il governo è andato sotto quattro volte, in commissione alla Camera, durante l’esame delle modifiche al Milleproroghe

di Nicola Barone

Bollette, Giorgetti: "Servono altre risorse oltre quelle disponibili, rapidamente nuovo intervento"

2' di lettura

Prima del Consiglio dei ministri che venerdì 18 affronterà i delicati temi del caro-bollette e dei sostegni al settore auto, Draghi ha voluto mettere in chiaro con i capi delegazione della maggioranza di governo che serve maggiore unità nell’azione di governo. Nel corso della cabina di regia a Palazzo Chigi sono state evocate “falle della maggioranza”, con l’esecutivo che la notte scorsa è andato sotto quattro volte, in commissione alla Camera, durante l’esame delle modifiche al dl Milleproroghe. In buona sostanza l’incontro ha offerto l’occasione, al premier, per segnare una linea netta sul prosieguo dell’attività del governo.

Draghi striglia i partiti

Occorre garantire i voti in Parlamento sui provvedimenti che sono stati decisi in Consiglio dei ministri o così non va. Nel messaggio di Draghi ai capidelegazione nella breve riunione è stata chiesta con nettezza la garanzia di risultati fattivi invitando tutti a valutare la situazione politica che si è creata anche dopo il voto parlamentare sul Milleproroghe. I rappresentanti dei partiti hanno tentato di derubricare a dinamica parlamentare, ma il premier ha ribattuto con nettezza che si tratta invece di sostanza e merito politico. E al riguardo ha ricordato che il Capo dello Stato Mattarella lo ha voluto a capo del governo per fare determinate cose che devono essere portate avanti. Come i dossier concorrenza, giustizia, appalti.

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Non sfugge a nessuno, nel ragionamento di Draghi, che provvedimenti approvati di comune accordo vengano poi smentiti da atteggiamenti che negano l’unanimità iniziale. Bisogna quindi recuperare un rapporto politico - secondo il presidente del Consiglio - per concludere e ottenere risultati, tutto va tradotto in azione. Il presidente ha fatto l’esempio della delega fiscale: così non si può andare avanti, il governo non esiste per stare al potere. Nessun buon viso a cattivo gioco, dunque.

Corsia veloce per rinnovabili

Il Consiglio dei ministri in agenda (prima avrà luogo una nuova riunione della cabina di regia) valuterà le misure per contrastare il rincaro dei prezzi dell’energia con il forte impatto sulle bollette. Stanno continuando in queste ore gli incontri a livello tecnico e ministeriali per mettere a punto le misure. Secondo quanto riferiscono fonti di Governo a Radiocor si va verso una accelerazione per le fonti rinnovabili con misure volte a semplificare quanto più possibile le installazioni e gli impianti per privati e Pa: una sorta di “liberalizzazione”.

Gas, si punta a più produzione nazionale

Sul tavolo, poi, il capitolo gas con la priorità di aumentare la produzione nazionale valorizzando i siti di estrazione già esistenti, in Sicilia e in Emilia Romagna, a Ravenna, mentre sembrano accantonati interventi in Alto Adriatico. Una maggiore quantità di gas a disposizione da consegnare, poi, a prezzi calmierati, alle imprese energivore. Accanto a queste misure, al ministero dell’Economia si valutano risorse per sostenere famiglie e imprese che dovrebbero aggirarsi sui 4,5-5 miliardi, senza nuovo scostamento di bilancio.

Anche un Fondo per l’automotive

Nel decreto che sarà all’esame del Consiglio di ministri anche l’istituzione di un fondo unico per la riconversione del settore automotive. Non c’è una cifra, ma viene spiegato, non dovrebbe essere inferiore a 7-800 milioni. Fondo i cui contenuti erano stati anticipati dal ministro per lo Sviluppo economico Giorgetti in un’intervista al Sole 24 Ore.

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