ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl nodo sicurezza

Energia: Cingolani resta consulente del Governo

L’ex ministro sarà domani a Bruxelles al Consiglio europeo straordinario

di Celestina Dominelli

Si insedia il governo Meloni: "Uniti per emergenze del Paese"

2' di lettura

Per ora l’unica certezza è che al Consiglio straordinario europeo dei ministri dell’Energia, convocato per domani a  Bruxelles, a rappresentare l’Italia ci sarà l’ormai ex ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani. Che il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha reclutato come consulente, a titolo gratuito, per l’emergenza energetica fino alla fine dell’inverno e che, dunque, continuerà a lavorare al fianco del governo, come ha precisato lo stesso fisico genovese, interpellato ieri dall’Adnkronos, «per mettere in sicurezza questo periodo».

Il ruolo di advisor per l’energia, ufficializzato ieri dalla stessa premier nel corso del primo Consiglio dei ministri del nuovo esecutivo, «è stato concordato con Draghi e Meloni - ha chiarito Cingolani -: occorre terminare il lavoro sul price cap e sul rigassificatore. C’è da finire tutto il lavoro sul tetto al prezzo del gas, che è stato sì approvato, ma ora bisogna lavorare su termini e condizioni. Ora lavorerò con il mio successore» Pichetto Fratin. Con cui oggi Cingolani farà il passaggio di consegne e la cui presenza a Bruxelles ancora ieri era data in forse per via della coincidenza con il voto di fiducia della Camera in programma sempre domani.

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«Domani (oggi, ndr) farò il passaggio di consegne con il ministro Cingolani, poi martedì ci sarà la fiducia, io il dossier ce l’ho, vedremo se sarò a Bruxelles, ci stiamo lavorando», ha detto il neo ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica che non si è sbilanciato nemmeno sulle prossime mosse dell’esecutivo: sul tetto al prezzo del gas e la sfida energetica «valuteremo - ha aggiunto Pichetto Fratin -. Naturalmente c’è l’impegno in questo momento a trovare delle soluzioni come governo».

A proseguire la delicata trattativa europea per individuare delle proposte operative sul price cap, da trasferire sul tavolo della Commissione europea in vista del prossimo vertice dei capi di Stato e di governo, chiamato ad apporre il timbro finale, sarà quindi per ora lo stesso Cingolani. La cui permanenza al fianco del nuovo esecutivo servirà altresì a blindare il percorso portato avanti fin qui dal governo Draghi sul fronte della diversificazione energetica che ha avuto un fondamentale motore di sviluppo nella strettissima collaborazione tra l’ex ministro e l’ad di Eni, Claudio Descalzi. Il cui ruolo cruciale nella partita per la sicurezza energetica ha posto le basi anche per un ottimo rapporto tra il top manager e la premier Meloni.

L’altro dossier caldo su cui Cingolani dovrà vigilare è quello del rigassificatore di Piombino: il parere favorevole con prescrizioni del commissario Eugenio Giani è atteso tra stasera e domani mattina, ma il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, esponente di Fratelli d’Italia, ha già annunciato ricorso.

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