L’intervista / Carlo Tamburi

Energia, «contro i rincari delle bollette accelerare sulle rinnovabili»

«Accelerare lo sviluppo delle rinnovabili». Questa, per il direttore Italia del gruppo Enel, la soluzione per limitare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia

di Laura Serafini

Balzano i prezzi dell'energia, il governo studia il taglio delle bollette

3' di lettura

«Per limitare l’impatto dell'aumento dei prezzi dell’energia la soluzione è accelerare lo sviluppo delle rinnovabili». Ne è convinto Carlo Tamburi, direttore Italia del gruppo Enel

Come si esce da questa spirale dei prezzi?

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Questa situazione evidenzia necessità di accelerare sullo sviluppo delle rinnovabili, che rappresentano un fattore calmierante dei prezzi. La risorsa naturale è gratuita, costa meno e rende meno dipendente il paese dall’approvvigionamento dall’estero. In questo momento il problema è il costo di produzione dell’energia e non la variabilità del combustibile: in termini di stabilità e di prevedibilità dei prezzi le rinnovabili rappresentano una sicurezza. Con le rinnovabili è più facile per il consumatore fare accordi di approvvigionamento a lungo termine con i contratti Ppa, più diffusi all’estero ma che pian piano stanno arrivando in Italia. Le imprese che hanno grandi consumi di energia si stanno rendendo conto lentamente che un modo per eliminare le incertezze sul prezzo è quello di fare contratti a lungo termine. Fino a poco tempo fa erano frenate dalla prospettiva di prezzi decrescenti, ma ora che i prezzi all’ingrosso sono in forte crescita è chiaro che l’interesse a fissare il prezzo per un periodo medio-lungo sta aumentando.

Secondo qualcuno sarebbe invece il caso di puntare di più sull’approvvigionamento del gas perché le rinnovabili si sono rivelate poco efficaci

Gli obiettivi per la decarbonizzazione al 2030 sono stati incrementati meno di un anno fa, sono molto sfidanti per tutti, anche per l’Italia, ma nessuno pensa di metterli in discussione. Il punto è che per raggiungerli è necessario far funzionare le aste sulle rinnovabili e ridurre i tempi delle autorizzazioni. Mi pare che dall’assemblea di Elettricità Futura questa esigenza sia emersa con chiarezza, anche dall’intervento del presidente di Confindustria, il quale ha espresso la preoccupazione per l’aumento dei prezzi delle materie prima ma ha anche sottolineato la necessità di non arretrare nel percorso per la decarbonizzazione.

La diffusione rinnovabili ha avuto un impatto sui prezzi dell’energia?

Negli ultimi anni le fonti rinnovabili sono passate da circa il 30 al 37% della produzione e questo ha consentito un minore ricorso al gas, dunque l’incremento attuale del suo prezzo si applica su quantità minori di energia. Se avessimo mantenuto lo stesso mix di generazione del 2009 oggi il costo all'ingrosso di un megawatt non sarebbe di 98 euro ma di 111 euro. Il problema dei rincari in bolletta è aggravato dalla crescita del costo dei diritti a emettere C02.

Alle porte intanto c’è un significativo rincaro delle bollette

Le tariffe che vengono aggiornate ogni trimestre, e dunque dal 1 ottobre, sono quelle relative al mercato della maggior tutela, della quale a fanno parte poco più di 13 milioni di famiglie su una platea di 37 milioni di clienti. Non c’è più nessuna impresa, nemmeno le Pmi per le quale la maggior tutela è ormai cessata. Le famiglie o le imprese che sono sul mercato libero hanno prezzi stabiliti annualmente o anche per periodi più lunghi. Il prossimo anno il confronto tra il costo medio delle bollette del mercato tutelato, aggiornato ogni tre mesi, e quello libero evidenzierà che, per la prima volta, è più conveniente quest'ultimo perché ha prezzi fissati in precedenza. E questo fatto, in vista della completa liberalizzazione che avverrà tra un anno e mezzo con la fine della maggior tutela, anche per le famiglie è positivo perché può accelerare il passaggio spontaneo verso il mercato.

Cosa accadrà per i costi della bolletta per le imprese?

Le imprese medio e grandi rinegoziano il prezzo con il loro fornitore ogni anno, in genere al primo gennaio. A quella data potrebbero non esserci i picchi che vediamo in queste settimane, ma in ogni caso si troveranno a pagare di più rispetto allo scorso anno.

Qual è la cosa migliore da fare?

Può essere utile redistribuire gli oneri di sistema nella fiscalità generale. C’è un orientamento del governo di togliere parzialmente questa componente della bolletta, che pesa per 13-14 miliardi l’anno su una bolletta di 50 miliardi. Nel breve periodo si può fare una misura simile a quella attuata a luglio per la maggior tutela. Per l’aumento di gennaio bisognerà studiare misure strutturali sugli oneri di sistema da varare prima della fine dell’anno.

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