efficienza energetica

Energia, così la Cdp aiuterà la Pa a tagliare la bolletta dei suoi immobili

di Celestina Dominelli


Cdp, nel Piano industriale 200 miliardi in 3 anni per l'Italia

3' di lettura

È uno degli assi del piano industriale 2019-2021 presentato a dicembre scorso che indica nella maggiore vicinanza al territorio e alla Pa uno dei suoi obiettivi principali: promuovere e sviluppare soluzioni per l’efficienza energetica. Ecco perché la Cdp ha deciso di scendere direttamente in campo presentando oggi il suo programma di interventi per far sì che gli enti locali siano in grado di intercettare le opportunità offerte dall’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico. Il piano della Cassa, che ha raccolto anche il plauso dell’Autorità per l’energia («avviare progetto efficienza energetica nella Pa permette obiettivi definibili ex ante e importante ruolo di esempio», ha detto il presidente Stefano Besseghini nel corso della presentazione odierna) ruota sostanzialmente attorno al lancio di nuovi prodotti che saranno operativi a stretto giro e che sono destinati a Comuni, Città metropolitane e province, Regioni e Province autonome.

Il fondo rotativo per la progettualità
Il primo strumento, le cui caratteristiche sono state illustrate oggi da Luca D’Agnese, direttore Cdp Infrastrutture, Pa e territorio, è un nuovo fondo rotativo per la progettualità. In pratica, si tratta di un plafond che poggia su risorse di Cdp e oneri a carico dello Stato e che servirà a finanziare le spese per la redazione dei progetti. Ma quali saranno le iniziative supportate? Da un lato, valutazioni ambientali e predisposizione di documenti progettuali previsti dalla normativa vigente. Dall’altro, le risorse potranno essere utilizzate anche per i progetti di edilizia scolastica, dissesto idrogeologico, prevenzione del rischio sismico e opere da realizzare mediante partnership pubblico-private.

L’assist sul conto termico
L’altro intervento fa leva, invece, sul conto termico che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni e di cui sono beneficiari anche le pubbliche amministrazioni oltre a imprese e privati. Incentivi che sono disposti dal Gestore dei servizi energetici. In sostanza, la Cassa anticiperà le risorse per finanziare gli interventi di efficientamento energetico che possono usufruire del conto termico. In che misura? Come noto, il conto termico relativo alla Pa finanzia fino al 65% delle spese sostenute per gli interventi di manutenzione sull’involucro e sugli impianti degli edifici che ne incrementano l’efficienza energetica: Cdp garantirà la copertura finanziaria integrale dell’investimento, sostenendo la quota residuale a carico dell’ente (oltre all’anticipo della quota di incentivo durante la fase dei lavori).

L’accordo con Snam
Fin qui i prodotti allo studio che entreranno in funzione a breve. Ma la Cassa ha lavorato anche su altri fronti, a cominciare da una serie di accordi con alcune società della sua galassia per spingere su questo versante. L’ultimo risale a qualche settimana fa ed è stato sottoscritto con Snam che a tale obiettivo ha destinato un progetto ad hoc, SnamTec, mettendo sul piatto investimenti per ben 850 milioni in quattro anni riservati, oltre che all’efficienza energetica, ad altre tre aree di attività (tecnologia, mobilità sostenibile e gas rinnovabile). Con l’accordo appena firmato, la Cassa e Snam promuoveranno congiuntamente verso la Pa progetti indirizzati ad accelerare l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico: Cdp metterà a disposizione le proprie competenze economico-finanziarie, mentre la spa dei gasdotti apporterà la sua expertise industriale, tecnica e commerciale.

Italgas guarda (anche) oltreconfine
Sempre rimanendo nell’universo Cassa, c’è poi un ultimo versante che rinvia all’efficienza energetica. A esplorarlo è anche Italgas attraverso la sua Esco (Energy Service Company) - si definiscono così le società che forniscono servizi energetici - acquisita lo scorso anno: Seaside, specializzata nell’audit energetico sia di attività industriali che di edifici attraverso l’utilizzo di software di proprietà. Quest’ultimo effettua sostanzialmente una radiografia della situazione esistente in modo da individuare gli interventi prioritari per tagliare la bolletta energetica delle imprese e monitorarne i risultati. Una competenza molto forte che Italgas starebbe pensando di spendere anche sul fronte dell’efficientamento energetico degli edifici della Pa. Non solo in Italia ma oltreconfine, a partire dagli Emirati Arabi Uniti e dalla piazza di Dubai. Lì, infatti, si punta a realizzare il retrofitting (la riqualificazione) di 30mila edifici per migliorare anche l’efficienza energetica degli immobili. E Italgas sarebbe pronta a dire la sua.

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