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Energia: costi cresciuti del 95%, allarme rosso per i vivai

Analisi di Coldiretti su un settore che vale 2,5 miliardi e 200mila addetti. Cresciuta del 59% l’importazione di fiori nei primi sei mesi del 2022

di Nino Amadore

(AdobeStock)

4' di lettura

È un settore fatto da 21.500 imprese, 30mila ettari di terreno coltivato, un fatturato complessivo di 2,5 miliardi e un totale di 200mila addetti. Parliamo del florovivaismo italiano che rischia di saltare in aria a causa dell’aumento dei costi del 95% causati dai rincari dell’energia che colpiscono l’intera filiera ma anche della crescita dei costi dei fertilizzanti e degli imballaggi, della plastica dei vasetti di carta e delle confezioni, per non dire del gasolio per il riscaldamento delle serre il cui peso nel bilancio aziendale è destinato a crescere con l’arrivo dell’autunno e il calo delle temperature. L’allarme “rosso” è stato lanciato da Coldiretti sulla base dell’analisi su dati forniti dal Crea (il centro di ricerca per l’economia agraria) in occasione del Flormart che si tiene da oggi (mercoledì 21 settembre) al venerdì 23 settembre in Fiera a Padova.

Dall’energia ai fertilizzanti, il boom dei costi

Le aziende florovivaistiche, spiega Coldiretti, stanno affrontando aumenti di costi a valanga: +250% per i fertilizzanti, +110% per il gasolio, +15% per i fitosanitari contro i parassiti, +45% per i servizi di noleggio, secondo gli ultimi dati Crea. Ma gli incrementi colpiscono anche gli imballaggi dalla plastica per i vasetti dei fiori (+72%) al vetro (+40%) fino alla carta (+31%) per i quali peraltro si allungano anche i tempi di consegna, in qualche caso addirittura quintuplicati. Esplose anche le spese di trasporto in un paese come l'Italia dove l'85% delle merci viaggia su gomma.

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Le proposte di Coldiretti

Per combattere il caro bollette, sostiene Coldiretti, un primo passo è rappresentato dall'estensione a fabbricati e serre della riduzione dei costi del gasolio fino alla fine dell'anno insieme al credito di imposta per i costi energetici e del gas ai quali accedono anche le imprese agricole rispettivamente per il 30% e il 40% della spesa sostenuta. Tra le proposte della Coldiretti, c'è tra l'altro, lo sblocco di 1,2 miliardi per i contratti di filiera già stanziati nel Pnrr e l'incentivazione delle operazioni di ristrutturazione e rinegoziazione del debito delle imprese agricole. Infine c'è attesa per il provvedimento, trasmesso dal ministero delle Politiche agricole alla conferenza Stato-Regioni, in discussione il prossimo 28 settembre, che prevede misure di contributo per le imprese florovivaistiche che abbiano sostenuto nel periodo marzo-agosto 2022 costi superiori di almeno il 30% rispetto a quelli sostenuti nello stesso periodo dello scorso anno, per la gestione delle attività produttive, svolte essenzialmente in serra, per l’acquisto di energia elettrica, gas metano, Gpl, gasolio e biomasse utilizzate per la combustione in azienda.

La minaccia che viene dall’estero

Ma c’è dell’altro. Il florovivaismo, spiega Coldiretti, che conta 14mila imprese che si occupano di produzione di piante e fiori in vaso e 7.500 imprese che invece si occupano di produrre piantine da trapianto, è messo sotto pressione anche dalle importazioni dall’estero cresciute nei primi sei mesi del 2022 del 59% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: oltre due terzi delle importazioni (il 71% del totale importato) arriva dall’Olanda. Tra gennaio e giugno di quest'anno, spiega ancora Coldiretti, le importazioni di piante e fiori hanno sfiorato i 452 milioni di euro coprendo in sei mesi il 77% del valore registrato in tutto il 2021. In pratica, secondo Coldiretti, 1 prodotto su 5 arriva dall'estero, nonostante la frenata degli scambi internazionali causati dalle tensioni per la guerra in Ucraina con la riduzione nella Ue del 40% del commercio di fiore reciso e della perdita del 30% del potere d’acquisto dei consumatori dell'Unione, secondo le ultime stime del Copa Cogeca.

L’appello di Prandini: «Scegliete il Made in Italy»

«Occorre combattere la concorrenza sleale di prodotti importati dall'estero facendo in modo che piante e fiori vendita in Italia ed in Europa rispettino le stesse regole su ambiente, salute e diritti dei lavoratori» dice il presidente della Coldiretti Ettore Prandini il quale sottolinea «l’importanza di preferire in un momento difficile per l'economia nazionale le produzioni Made in Italy scegliendo l'acquisto di fiori tricolori, direttamente dai produttori o da punti vendita che ne garantiscano l'origine, per sostenere le imprese, l'occupazione e il territorio».

Dalla Sicilia l’allarme delle aziende vitivinicole

Su un altro fronte a lanciare l’allarme è Assovini Sicilia, l’associazione dei produttori siciliani si fa portavoce delle difficoltà delle aziende associate che riscontrano un aumento dei costi di energia, del vetro e del packaging, così come i problemi di reperibilità di molti accessori e poi dei costi dei beni e dei materiali di consumo come tappi di sughero, cartoni di imballaggio, gabbiette per i tappi degli spumanti, etichette, macchinari, costi di trasporto e logistica. Tutti aumenti che, sostiene Assovini Sicilia, mettono a rischio la produttività delle aziende vitivinicole siciliane. «Si prospettano tempi difficili per le nostre aziende a causa del caro bollette che rischia di vanificare non solo il recupero post Covid che ha ravvivato i primi mesi dell'anno, ma anche di mettere in discussione la stessa continuità di molte aziende – commenta il presidente di Assovini Sicilia, Laurent Bernard de la Gatinais –.I rincari delle bollette del gas e dell'energia elettrica, anche di cinque volte rispetto alla situazione pre-crisi, sono ingiustificati e generati, molto probabilmente, dalla forte speculazione di molte aziende energetiche, che acquistano, distribuiscono e vendono il gas in Italia».

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