ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa nuova tranche di aiuti

Energia, Draghi: «Decreto da 14 miliardi senza extra deficit. Non disponibile a nuovo mandato»

Il presidente del Consiglio è intervenuto in conferenza stampa con i ministri Franco e Cingolani dopo il via libera dell’esecutivo al dl Aiuti ter: «Siamo a 31 miliardi, è come uno scostamento»

Draghi: "Quel che conta è continuare con riforme Pnrr"

5' di lettura

Un nuovo provvedimento di sostegno, il terzo, che, come ha spiegato il presidente del Consiglio Mario Draghi in occasione della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al decreto Aiuti ter, si sviluppa lungo tre canali. «Aiuto alle famiglie e alle imprese per affrontare la crisi energetica e più in generale il caro vita. Intervento per accelerare le riforme strutturali del Pnrr. E dare attuazione alla diversificazione energetica dal gas russo, e verso le rinnovabili». Il provvedimento prevede, tra le misure, un bonus 150 euro a redditi fino al 20.000 euro e il taglio accise su carburanti esteso fino al 31 ottobre.

Dopo la conferenza stampa Draghi si è recato nelle Marche, ad Ostra in provincia di Ancona, per visitare i territori colpiti dal maltempo e presiedere alle riunioni operative con il coordinamento dei soccorsi e con le autorità locali. «Vorrei esprimere la vicinanza mia e di tutti noi a tutti i familiari delle vittime - ha detto il premier aprendo l’incontro con i giornalisti -. Al momento sono 10 morti ma situazione è in evoluzione. Alla fine della Conferenza stampa andrò nelle Marche per esprimere di persona questa partecipazione di tutti noi. Curcio è là da stamattina, il Cdm ha deliberato lo Stato d’emergenza con 5 milioni per i primi aiuti».

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Dl aiuti ter: Draghi, non prevediamo nessuno scostamento di bilancio

Ma il tema principale di quella che potrebbe essere l’ultima conferenza stampa del Governo Draghi è stata l’inflazione, e in particolare le soluzioni che il nuovo provvedimento mette sul piatto per tutelare famiglie e aziende, il tutto senza fare ulteriore deficit. «Per inciso - ha detto Draghi, che ha chiarito ancora una volta di non essere disponibile a un nuovo mandato a Palazzo Chigi -, siamo a 14 miliardi oggi, più 17 miliardi del decreto bis, arriviamo a un importo di circa 31 miliardi. Sembra rispondere alla richiesta di uno scostamento di 30 miliardi, a meno che non si pensi a uno scostamento ogni mese». Interventi, ha continuato il capo del Governo, che «si aggiungono ai quasi 50 dei mesi scorsi. Nel complesso parliamo di una cifra pari al 3,5% del Pil, che ci pone tra i Paesi che hanno speso di più in Europa.

L’andamento dell’economia italiana ci consente di aiutare famiglie e imprese senza fare uno scostamento dei conti pubblici. Ripeto: sostegno all’occupazione, crescita per imprese e famiglie e più deboli: questa è l’agenda sociale del governo che ho avuto l’onore di presiedere. Non c’è motivo che ci si discosti se la crescita è accompagnata dall’equilibrio dei conti: le risorse ci sono. Quello che conta è che le riforme continuino: quello è l’ambiente favorevole per la crescita. La crescita non è prodotta dai governi ma dagli italiani».

C’è rallentamento crescita ma non sintomi recessione

Per quanto riguarda lo stato di salute dell’economia in questo momento, Draghi ha spiegato che «le previsioni dicevano 3, oggi siamo al 3,4 o 3,5. L’anno scorso siamo andati al 6,5. L’anno prossimo prevedono una mezza recessione, chiaramente c’è un rallentamento, ancora non ci sono sintomi di una recessione».

Su delega fisco governo leale, un partito no

Il premier ha ricordato che «c’era un accordo con tutte le forze politiche, cioè che la delega fiscale sarebbe stata votata il 7 settembre. Il governo si è impegnato a non scrivere i decreti delegati fino alla data delle elezioni. Il governo ha mantenuto la sua parola. Tutte le forze politiche, tranne una (la Lega, ndr) che non ha mantenuto la sua parola e non l’ha votata». Così Draghi rispondendo a una domanda sulla delega fiscale. «La prima riflessione da fare è quindi che noi abbiamo cercato di fare il possibile. Non mantenere la parola data non è il metodo di questo governo, c’è una grossa differenza tra chi la mantiene e chi no. E non potete dire che la pensate come noi».

Sanzioni funzionano, sostegno a Kiev fino alla fine

Sul fronte internazionale Draghi ha ribadito che «le sanzioni funzionano. Bisogna capire questo, altrimenti non si capirebbero certi comportamenti recenti del presidente Putin e bisogna continuare su quel fronte di sostegno all’Ucraina per la guerra di liberazione da chi ha invaso il paese».

C’è chi parla di nascosto coi russi e vuol togliere sanzioni

Ma il premier ha anche denunciato che «c’è chi parla di nascosto con i russi, chi vuole togliere le sanzioni. C’è pure lui» in campagna elettorale, «ma la maggioranza degli italiani non lo fa e non lo vuole fare. Io guardo alla maggioranza degli italiani e al governo che ho avuto l’onore di presiedere».

Franco, in tutto 66 mld di aiuti, deficit resta al 5,6%

Accanto a Draghi in conferenza stampa, i ministri dell'Economia e delle Finanze Daniele Franco («mi auguro prossimo governo abbia ministro bravo come Franco», ha confidato l’ex presidente della Bce) e della Transizione ecologica Roberto Cingolani. Oggi, ha spiegato Franco, «stanziamo 14 miliardi nel complesso», che sommati a quelli dei mesi scorsi diventano 66. «Per l’energia abbiamo dedicato 33 miliardi, con i dieci di oggi diventano 43. L’indebitamento resta al 5,6%, indicato nella Nadef e nel Def». Le coperture del decreto derivano dalle maggiori entrate, dalla razionalizzazione delle poste di bilancio e dal meccanismo di compensazione applicato alle fonti rinnovabili.

Con buona crescita politica può restare espansiva

«È fondamentale continuare a sostenere» il settore produttivo, ha continuato il ministro dell’Economia, c’è «incertezza a livello internazionale, ma è importante che la politica di bilancio continui a sostenere il settore produttivo. Se vi sarà un tasso adeguato di crescita, penso che la politica economica possa restare positiva, di sostegno alla crescita», anche il prossimo anno.

Margini per crediti imposta anche a dicembre

Franco ha chiarito che le misure del dl aiuti ter che allargano la platea delle imprese beneficiarie dei crediti d’imposta per compensare i costi energetici, ed estendono gli aiuti rafforzati al bimestre ottobre-novembre, potranno essere facilmente estese a fine anno. «Confidiamo - ha affermato il ministro dell’Economia - che l’andamento delle entrate, trainate dalla crescita e dall’inflazione, renderà possibile un intervento analogo a dicembre» da parte del prossimo Esecutivo. Franco ha aggiunto che l’intervento varato allarga la platea delle imprese che beneficeranno di contributi per fronteggiare il caro-energia alle imprese sotto i 16,5 kilowatt/ora di consumo, aggiungendo ai beneficiari «circa due milioni di imprese».

Garanzie su crediti per bollette da subito

Riferendosi alle garanzie sui prestiti per le bollette, ampliate con il decreto legge Aiuti ter, il ministro dell’Economia ha invece chiarito che «dal nostro punto di vista le garanzie sono immediatamente operative».

Contributo di 150 euro per 22 milioni di italiani

Scendendo nel dettaglio delle misure approvate, «il decreto - ha spiegato Draghi - prevede l’estensione dei crediti di imposta, un rafforzamento ed un ampliamento dei beneficiari. Da oggi centinaia di piccole imprese ne avranno accesso. Prevediamo un contributo sociale di 150 euro per 22 milioni di italiani che guadagnano meno di ventimila euro».

Banche disponibili, di fatto bollette rateizzate

«Il sistema bancario - ha sottolineato Draghi, nell’intervento in conferenza stampa - ha mostrato disponibilità a lavorare insieme per il Paese che significa essere pronti a dare prestiti al tasso dei Btp senza commissioni aggiuntive alle imprese per il pagamento della bolletta: questi prestiti saranno garantiti dallo Stato ma con una garanzia gratuita. Di fatto è una rateizzazione delle bollette».

Rigassificatore Piombino essenziale, ora tempi certi

Sullo sfondo la sfida del caro energia. « Sul fronte della diversificazione energetica abbiamo ora tempi rapidi e certi per il rigassificatore di Piombino che è una cosa essenziale», ha detto il premier.

Cingolani, ottime chance price cap Ue a fine settembre

E sempre sulla strategia di politica energetica è intervenuto il ministro della Transizione ecologica Cingolani. «Il 30 settembre - ha detto - possiamo avere ottime chance» che il Consiglio Ue straordinario sull’energia approvi un “price cap”, e la “tendenza” è a un provvedimento generalizzato sul gas focalizzato sulle forniture via gasdotto. Cingolani ha aggiunto che i partner Ue «inizialmente prima non volevano sentir parlare di un price cap, poi anche a loro arrivano le bollette».

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