MERCURIO

Energia e fibra in vetro per allargare i mercati

Doppia strategia: faro sulle grandi imprese e nuova divisione tech

di Chiara Bussi

Doppia strategia: faro sulle grandi imprese e nuova divisione tech


2' di lettura

Tutto è cominciato nel 2015 a Verbania, sulle sponde del lago Maggiore. Due fratelli, Marco e Luca Dal Ben, e un amico, Alessio Faretta, hanno deciso di unire le competenze in una start up a servizio delle Pmi. «Ero fresco di laurea in economia, finanza e legislazione d’impresa - racconta Marco, oggi 32enne - mentre Luca e Alessio avevano un percorso di studi in ingegneria meccanica. Abbiamo compiuto il nostro primo passo nel nome dell’efficienza energetica, con un’integrazione tra tecnologie ed economia per offrire un vantaggio gestionale al mondo delle Pmi».

È nata così Mercurio, società di ingegneria e servizi che si occupa della progettazione e messa a punto - chiavi in mano - di impianti per la produzione di energia, in particolare di cogenerazione ad alto rendimento. L’obiettivo? Intercettare un’esigenza reale, riducendo i costi energetici delle imprese più piccole.

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Un team di quattro persone con un’età media di 30 anni ha festeggiato il primo anno di attività con una produzione di circa 300mila euro. Nel 2019 gli addetti sono diventati 23 e la società ha raggiunto 6,8 milioni di fatturato e un Ebitda di 1,1 milioni. Un risultato che le è valso il sesto posto nella classifica Leader della crescita 2021. «La nostra strategia - spiega Marco Dal Ben, che oggi è presidente - si basa su due principi fondamentali: un ampliamento della clientela con un occhio di riguardo anche alla grande impresa e una nuova frontiera di mercato». A tracciare la prima rotta è l’accordo con Kawasaki siglato nel 2016. Oggi nel portafoglio clienti si contano, tra gli altri, Barilla, Cartiera Giorgione, Monge, Davide Campari. Non solo. Di recente è stata costituita Edonys, controllata da Mercurio, che opera nel mercato nazionale come Esco, energy service company.

La nuova frontiera è invece la produzione industriale di fibra in vetro, con l’integrazione nel team di Andrea Colombo, che è diventato il quarto socio, e la creazione di una nuova divisione tecnologica, Fibermech. «Il nostro obiettivo - sottolinea Dal Ben - è allargare ulteriormente la tecnologia sviluppata, applicandola anche ad altre fibre, come basalto e carbonio. Intendiamo anche orientare le nostre ricerche al recupero della fibra dagli scarti e dai rifiuti per un loro utilizzo come materia prima».

Uno sguardo rivolto non solo all’Italia, ma anche verso mercati più lontani. Cina, Usa, India, Russia, Brasile e Messico per gli impianti ad alta efficienza energetica e soprattutto Cina per la fibra di vetro. «Nei prossimi anni - dice Dal Ben - intendiamo espanderci ulteriormente in Europa, con un focus su Germania, Spagna e Regno Unito». Il Covid, conclude, «ha influito sull’attività commerciale che precede la conclusione dei contratti di circa 12/24 mesi e si è avvertito un rallentamento della dinamica degli investimenti. Confidiamo però nella bontà dei nostri progetti industriali».

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