ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl vertice dei 27

Energia e restrizioni anti Covid, il Consiglio Ue non trova un accordo

Il premier Mario Draghi ha difeso nel corso del Consiglio europeo la scelta italiana di far fare i test a chi entra in Italia, ma i leader riuniti a Bruxelles chiedono alla Commissione che le eventuali nuove restrizioni non siano sproporzionate e tutelino il mercato

dal nostro corrispondente Beda Romano

Michel: "Nessun accordo al Consiglio sui prezzi dell'energia"

3' di lettura

BRUXELLES - È durato oltre 14 ore il vertice europeo di fine anno che si è tenuto giovedì 16 dicembre qui a Bruxelles. Non erano attese decisioni precise, ma le discussioni sono state lunghe ed animate. I capi di Stato e di governo si sono accordati sul modo in cui affrontare le minacce russe in Ucraina, ma hanno mostrato divisioni sull'eventuale adozione di restrizioni alla libera circolazione in piena pandemia virale e soprattutto sulle prossime scelte in campo energetico.

Francia e Germania non seguono l’Italia

Mentre l'Italia ha deciso di chiedere test all'ingresso sul suo territorio anche per i viaggiatori vaccinati, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz hanno annunciato in una conferenza stampa congiunta che non intendono seguire l'esempio italiano, imitato dalla Grecia, il Portogallo e l'Irlanda. «Non prevediamo test all’interno dell’Unione, poiché vogliamo preservare il corretto funzionamento del nostro spazio comune», ha detto Emmanuel Macron. Quest'ultimo ha tenuto una conferenza stampa congiunta con il suo omologo tedesco, il cancelliere Olaf Scholz, che ha partecipato al suo primo vertice europeo.

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Non è la prima volta che i due paesi si esprimono insieme dopo un summit. Accade quando Parigi e Berlino vogliono ribadire l'importanza della loro collaborazione. Questa volta la conferenza stampa congiunta è arrivata dopo che Parigi e Roma hanno firmato da poco e con grande pompa il Trattato del Quirinale.I Ventisette si sono impegnati ad accelerare per quanto possibile la somministrazione della terza dose di vaccino, definita «cruciale e urgente» e ritenendo questo il modo più efficace di rispondere alla nuova ondata di contagi mentre la pandemia virale non accenna a diminuire d'intensità. Attualmente il 67% della popolazione europea è vaccinata con due dosi. «Siamo in una corsa contro il tempo», ha spiegato il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis.

Divisioni anche sull’energia

Divisioni vi sono state anche sul fronte energetico. I Ventisette non si sono accordati sul modo in cui rispondere al forte aumento dei prezzi. Alcuni paesi, guidati dalla Francia (e dall'Italia) insistono per una riforma del mercato. Oggi il prezzo dell'elettricità dipende in gran parte dal prezzo del gas, e quindi ne subisce gli aumenti. Sul fronte opposto sono la Germania e altri paesi del Nord Europa – a dire il vero una solida maggioranza di paesi - che considerano la situazione attuale passeggera.

Una rumorosa minoranza di Stati membri vorrebbe invece approfittare della situazione per promuovere particolari interessi nazionali. Secondo le informazioni raccolte a margine del vertice, l'Ungheria ha colto l'occasione per criticare il programma “Fit for 55”, di riduzione delle emissioni nocive da qui al 2030, a cui attribuisce l'aumento dei prezzi energetici. La Polonia accusa la Russia di manipolare il mercato e, insieme alla Repubblica Ceca, vuole una riforma del mercato di scambio delle quote di Co2 (ETS). Infine, i Ventisette continuano ad avere posizioni diverse sul ruolo da dare al nucleare e al gas nella transizione energetica, e in particolare nella tassonomia, ossia la classificazione che deve servire a convogliare investimenti nei progetti energetici. «Questo non è di competenza del Consiglio, ma non è un segreto che ci sono forti differenze intorno al tavolo», ha notato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

Unità (almeno) sulla questione ucraina

La classificazione è scelta della Commissione ed è attesa a breve. La riunione di ieri non doveva prendere decisioni precise, ma è stata l'occasione per dibattere (animatamente) le varie questioni sul tavolo. Unità è stata trovata sulla questione ucraina: «La Russia deve disinnescare le tensioni (...) Siamo uniti nel difendere la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, qualsiasi azione aggressiva avrà un alto costo politico ed economico», ha avvertito l'Alto Rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza Josep Borrell.


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