CONTENUTO PUBBLICITARIO

Energia dal legno: valorizzare in modo sostenibile i boschi italiani

Nel Libro Verde di AIEL, le opportunità della filiera legno-energia

4' di lettura

I boschi e le foreste svolgono funzioni vitali e producono beni e servizi che l'uomo utilizza da sempre a proprio vantaggio. La sfida per la filiera forestale è conciliare gli interessi della società e dell'economia con le esigenze ambientali, in relazione ai profondi mutamenti climatici, sociali ed economici su scala globale e locale.
Un contributo al dibattito arriva dal nuovo Libro Verde dell’Energia dal Legno edito da AIEL, Associazione italiana energie agroforestali che riunisce più di 500 imprese della filiera legno-energia, in collaborazione con Progetto Fuoco, la prima fiera al mondo dedicata al riscaldamento a legna e pellet.

Nel Libro Verde, AIEL disegna la strategia per conciliare esigenze di conservazione della biodiversità, protezione del paesaggio e funzioni ambientali delle foreste e una produzione responsabile di prodotti e servizi forestali. Una multifunzionalità preziosa per diversi obiettivi:
sociali, per creare opportunità di crescita ai territori;
economici, per sostenere l'industria di prima lavorazione del legno e ridurre la dipendenza dall'estero;
energetici, per risolvere la crisi energetica valorizzando il contributo proveniente da legno, pellet e cippato;
ambientali, per governare il territorio in maniera più efficiente.

BOSCHI E FORESTE ABBANDONATI, NON SOVRA-SFRUTTATI

Secondo l'ultimo Rapporto sullo stato delle foreste in Italia, la superficie boschiva negli ultimi 50 anni è raddoppiata e negli ultimi dieci anni è aumentata del 5%. La quantità annuale di legname prelevato dai boschi con i tagli è compresa tra il 18% e il 34% dell'accrescimento annuale, a fronte di una media europea del 62%. Le foreste italiane sono quindi lontane da una condizione di sovra-sfruttamento e, al contrario, soffrono di un cronico stato di abbandono, causa di fenomeni di instabilità idrogeologica, perdita di valore ambientale e povertà economica.

UN BOSCO ABBANDONATO NON È UN BOSCO SANO
Gestire i boschi in maniera attiva è necessario per mantenerli in buona salute. L'accumulo incontrollato di biomassa, infatti, può portare all'aumento della frequenza e della severità delle infestazioni parassitarie e degli incendi forestali. La valorizzazione della biomassa per la produzione di energia rappresenta una soluzione, anche perché offre un valore economico ad assortimenti legnosi che altrimenti verrebbero lasciati al suolo, rischiando di diventare combustibile in caso di incendio e di offrire un substrato perfetto per gli attacchi parassitari.

LA GESTIONE FORESTALE SOSTENIBILE E RESPONSABILE
Elemento chiave di questo modello è la gestione forestale sostenibile, fondamentale per la salvaguardia della biodiversità e la mitigazione dei cambiamenti climatici, importante volano di sviluppo locale, soprattutto nelle aree interne e montane, nonché fonte di reddito per imprese boschive ed operatori di filiera. Gli strumenti di pianificazione territoriale alla base della gestione forestale responsabile, i cosiddetti piani di intervento o piani di assestamento, garantiscono che la risorsa forestale non si depauperi nel tempo, in un'ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

ENERGIA CARBON NEUTRAL
Oltre ad essere una fonte di energia rinnovabile, la biomassa legnosa è carbon neutral: la CO2 prodotta dalla combustione del legno è equivalente per quantità a quella che gli alberi assimilano dall'atmosfera nel corso della loro crescita. In Italia, in 10 anni la quantità di anidride carbonica assorbita dai boschi italiani è aumentata di ben 290 milioni di tonnellate, e la quantità di carbonio organico stoccata nei boschi italiani – e quindi sottratta stabilmente all'atmosfera – è passata da 490 a 569 milioni di tonnellate.

ECONOMIA FORESTALE CIRCOLARE

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Per garantire un uso efficiente e “circolare” delle risorse è essenziale rispettare il principio dell'utilizzo a cascata del legno, cioè l'impiego del legno in più fasi, in primis come materia prima o materiale da costruzione e solo successivamente per la produzione di energia. Il materiale legnoso di alta qualità, con un valore più alto, viene impiegato nella produzione di legname e destinato a creare prodotti durevoli, mentre solo il materiale di qualità più bassa viene utilizzato per scopi energetici. Questa “cascata economica” garantisce che solo i residui dell'industria del legno, o che non hanno altre possibili destinazioni, siano utilizzati a fini energetici e che vengano valorizzati tutti gli assortimenti e le destinazioni d'uso ottenibili dalle piante.

LOTTA ALLA POVERTÀ ENERGETICA
«In un frangente storico in cui la crisi energetica rischia di frenare lo sviluppo di tanti settori economici con il pericolo di far piombare tante famiglie e imprese in una condizione di povertà energetica, la valorizzazione dell'energia rinnovabile dal legno, attraverso lo sviluppo di filiere energetiche locali per la produzione di biocombustibili come legna da ardere, cippato e pellet è fondamentale», spiega Annalisa Paniz, direttrice generale di AIEL.
Un miglior utilizzo della risorsa forestale, nell'ambito di quanto stabilito dalla Strategia Forestale Nazionale, può contribuire a ridurre le importazioni e ad assicurare l'autosufficienza, garantendo la resilienza e la sussistenza di catene di fornitura nazionali. Incentivare la produzione di legname permetterebbe di disporre di più materiale di alta qualità per costruzioni e arredo e una maggiore quota interna di scarti e sottoprodotti per produrre pellet, legna da ardere e cippato. Per tali ragioni, la filiera foresta-legno deve essere considerata nel suo complesso, con un approccio sistemico ed integrato e con investimenti orientati ad un'economia wood-based.

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