CREATO PER ENI

Energia, Open Innovation per un futuro a zero emissioni

L'alleanza tra corporate e startup nel settore energetico decisiva per gli obiettivi di sostenibilità

3' di lettura

“Not all the smart people work for us. We need to work with smart people inside and outside our company” [Chesbrough, 2003].

Henry William Chesbrough, classe 1956, è un economista statunitense che insegna all'Università di Berkeley, California, ed è famosissimo per aver definito il concetto di Open Innovation come l'intenzionale attivazione di flussi di conoscenza, sia dall'esterno verso l'interno dell'organizzazione e sia dall'interno verso l'esterno, per promuovere l'innovazione interna e lo sviluppo di business.

Un'idea nota fin dagli anni '60 ma che ha fatto irruzione solo negli ultimi decenni anche nel settore Energy & Utility grazie alla spinta delle nuove tecnologie.

L’industria energetica è ormai in rapida evoluzione, trainata dalla pressione del climate change e dai numerosi programmi governativi di decarbonizzazione. Uno tra tutti il Green new deal europeo che mobiliterà mille miliardi di euro in dieci anni per azzerare le emissioni nette entro il 2050.

In questo contesto anche le attuali tensioni geopolitiche, sebbene stiano complicando il percorso di transizione verso un’economia a zero emissioni, potrebbero rivelarsi – secondo gli osservatori di McKinsey - un punto di svolta per accelerare i progressi nel medio periodo. A lungo termine le logiche della sicurezza energetica e dell’economia potrebbero convergere per imprimere una marcia in più agli sforzi per la transizione a zero.

In questo contesto di turbolenze e trasformazioni, l’innovazione è un’opportunità di crescita e la chiave per la sopravvivenza. Ma il modello chiuso di innovazione, in auge nel ventesimo secolo, è ormai residuale: questa non può più essere relegata nel segreto dei reparti R&S delle grandi aziende.

Ciò è particolarmente vero nel mondo dell’energia, un ecosistema abitato da grandi aziende, spesso caratterizzate da rigidità organizzative, e start-up che, invece, hanno la flessibilità giusta per adattarsi ai cambiamenti ed immettere coerentemente nei mercati le proprie soluzioni.

L'Open Innovation, in questo contesto, è l'alleanza tra start-up e aziende consolidate, un modello potenzialmente win-win in cui le nuove imprese ad alto tasso di innovazione possono essere acquisite o ricevere un investimento da parte di aziende più grandi.

Invece di sviluppare internamente tutta la conoscenza necessaria per innovare prodotti, servizi o modelli di business, le aziende possono cercarla al di fuori di sé (innovazione aperta inbound). In un'altra prospettiva, le imprese possono sfruttare i risultati dell'innovazione immettendoli sul mercato (outbound open innovation). [Huizingh, 2011]

Gli investimenti in Open Innovation, dal 2008, sono cresciuti al ritmo del 17% l'anno. Tra il 2018 e il 2020, l'Energy Report di NTT Data ha contato 317 investimenti da parte delle 33 maggiori aziende del settore in 258 startup. E dopo la pandemia la tendenza ha ricominciato a crescere. Il rapporto prevede un'impennata di innovazione grazie all'applicazione di modelli disruptive (capaci di cambiare pelle a un mercato) resi possibili dagli investimenti nelle rinnovabili supportati dai fondi Next Generation Ue. Una crescita che sarà possibile anche grazie al consolidamento dell'alleanza tra corporate e startup capace di trasformare questo concetto da branding-slogan a un vero e proprio strumento di business.

Negli ultimi anni Eni, società integrata dell'energia, si è sempre più aperta a un ascolto attivo del mondo esterno per intercettare proposte di innovazione dai segmenti più dinamici del settore fino a presidiare i diversi modelli dell'Open Innovation, integrandoli nei processi aziendali. Eni sviluppa ecosistemi e hub di innovazione tecnologica, individuando soluzioni innovative in linea con le strategie dell'azienda, operando in mercati e settori diversificati con il mondo delle startups, aziende e centri di ricerca.

Eniverse Ventures (Eniverse), Corporate Venture Building di Eni, è dedicata a creare, sviluppare e scalare iniziative imprenditoriali innovative e ad alto potenziale tecnologico che esplorano nuovi mercati, promuovendo la Just Transition. Eniverse vuole valorizzare nel breve e medio termine asset tecnologici, propri o di terzi, focalizzandosi su tecnologie con un percorso di commercializzazione inferiore ai 3 anni. Nel dettaglio, si occuperà di market incubation, market validation e business building.

Joule è un percorso formativo che supporta giovani imprenditori e start up ispirandosi ai principi della sostenibilità, dell'economia circolare e della decarbonizzazione. L'attività formativa si basa sull'integrazione tra esperienze imprenditoriali, competenze accademiche e vissuto dei partecipanti per costruire un ecosistema imprenditoriale nella nuova filiera energetica a zero emissioni.

Infine, Eni Next è la Corporate Venture Capital nata per integrare la ricerca interna ed esterna in progetti congiunti con altri partner valorizzando start-up che sviluppano tecnologie a bassa impronta di carbonio per la produzione di energia, applicazioni per aumentare l'efficienza delle operazioni industriali e soluzioni digitali.

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