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Energia, perché la luce nei prossimi mesi scenderà mentre il gas salirà

Parla il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli: «Lo sfasamento temporale del calcolo e il diverso periodo di riferimento sono la causa della confusione sulle tariffe»

di Andrea Carli

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3' di lettura

Il costo dell’energia ha le sembianze di una medaglia. E proprio come una medaglia, ha due facce. Secondo Nomisma Energia per le tariffe della luce si intravede all’orizzonte una riduzione, mentre quelle del gas andranno ad aumentare. Dice il presidente Davide Tabarelli: nel primo caso «la variazione stimata in base ai prezzi all’ingrosso dell’elettricità, scesi sulla pressione di quelli del gas, è dell’ordine del 25%, circa 16 centesimi di euro in meno a kWh che dovrebbe portare di nuovo le tariffe verso i 50 centesimi a kWh». L’Arera renderà nota la variazione entro fine anno. Quanto invece al gas, lo scenario è ben diverso: è atteso «un aumento delle bollette di dicembre del 20% a 1,48 euro al metro cubo».

Nomisma Energia: per luce atteso -25% e per gas +20%

In sintesi, l’attesa è per un calo del 25% per la luce, e per un aumento del 20% della bolletta del gas. Ma perché dovrebbe accadere tutto questo? Lo stesso Tabarelli ci fornisce delle chiavi di lettura per interpretare ciò che sta accadendo. La domanda è: perché sale il gas e scende l’elettricità?

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«Lo sfasamento temporale del calcolo e il diverso periodo di riferimento sono la causa della confusione sulle tariffe - spiega il presidente di Nomisma Energia -, con il gas che aumenta ancora, mentre l'elettricità finalmente scende. Dal primo gennaio, fra pochi giorni, le tariffe elettriche sul tutelato dovrebbero calare, con un calo dell’ordine del 25%, flessione molto intensa dovuta al fatto che sono rimaste ferme per tre mesi, su tutto l’ultimo trimestre del 2022, con l’ultimo aggiustamento fatto a fine settembre, quando i prezzi di riferimento internazionali avevano raggiunto picchi storici».

Lo scenario a fine settembre

«Il gas - continua Tabarelli - allora aveva superato i 300 euro per megawattora sul TTF e aveva spinto il prezzo di borsa dell’elettricità a 700 € per megawattora, mentre oggi siamo ridiscesi rispettivamente a 80 € per il gas e a 200 per l'elettricità. Siccome per le bollette elettriche è rimasto il vecchio sistema di calcolo che fissa le tariffe per ciascun trimestre in via anticipata, i prezzi di riferimento sono quelli relativamente bassi di questi giorni per il primo 2023. Pertanto - osserva ancora l’esperto -, dopo una serie di continui aumenti, finalmente dovremmo avere un calo del 25%, con le tariffe che scenderanno da 66 centesimi di € per chilowattora a valori intorno a 50 centesimi, livelli, purtroppo, ancora più che doppi rispetto a quelli che si avevano prima dell'inizio della crisi».

Per un calo del prezzo del gas occorre ancora attendere

Fin qui l’elettricità. Il quadro cambia (e molto) per il gas. «Occorre ancora aspettare - conferma Tabarelli -, perché il meccanismo stabilisce che i prezzi vengano fissati dopo la fine del mese di riferimento con le medie dei prezzi effettivi. Così, nei primi giorni di gennaio, l'Autorità avrà la media dei prezzi del gas di dicembre che comprende gli altissimi valori, oltre 140 € per megawattora, di inizio mese, cifre quasi doppie rispetto a quelli attuali. La media dovrebbe essere sensibilmente superiore a quella di novembre e risultare in un incremento delle bollette di circa il 20%. Tuttavia, se rimarranno i prezzi di questi giorni intorno a 80 € per megawattora, allora per il prossimo calcolo di inizio febbraio 2023 per le bollette di gennaio 2023, avremo riduzioni dell'ordine del 30%».

Miglioramento drastico in questo fine anno del quadro generale

«In ogni caso - sottolinea ancora il presidente di Nomisma Energia - il quadro generale migliora drasticamente in questo fine anno, grazie a fondamentali del mercato del gas che lentamente si stanno riequilibrando, con il calo della domanda, sia per clima che per rallentamento economico, che si accompagna con segnali di aumento dell'offerta, in particolare con la realizzazione di rigassificatori in Germania e in Olanda. Uno spiraglio - conclude Tabarelli - che fa ritenere come possibile un raffreddamento delle fiammate dei prezzi dell'energia che dovrebbe favorire un ritorno dell'inflazione sotto le due cifre».

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