Il progetto Dtt

Energia pulita: Eni ed Enea si alleano per spingere sulla fusione nucleare

Il gruppo ha siglato un accordo con l’ente di ricerca per sostenere il nuovo polo scientifico-tecnologico che nascerà a Frascati

di Celestina Dominelli

Fusione nucleare, esperimento DTT grande opportunità per l'Italia

Il gruppo ha siglato un accordo con l’ente di ricerca per sostenere il nuovo polo scientifico-tecnologico che nascerà a Frascati


3' di lettura

Eni ed Enea uniscono le forze nel progetto internazionale che vedrà la nascita a Frascati del grande polo scientifico-tecnologico sulla fusione nucleare DTT (Divertor Tokamak Test) che sarà realizzato dalla società Dtt Scarl, di cui il gruppo guidato da Claudio Descalzi, affiancato dall’ente presieduto da Federico Testa con il 74% e dal Consorzio Create l’1 per cento. Per suggellare l’asse, che già in passato ha visto Eni ed Enea lavorare fianco a fianco, Descalzi e Testa hanno sottoscritto mercoledì 29 gennaio al Centro Ricerche Enea di Frascati un’intesa alla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, dei ministri dello Sviluppo Economico e dell’Università e della Ricerca, Stefano Patuanelli e Gaetano Manfredi, e del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti.

In pista 600 milioni per realizzare il nuovo polo
Il progetto per il mini-reattore, chenasce da un’intuizione e dal lavoro del team del dipartimento Fusione e sicurezza nucleare dell’Enea prima affidato alla guida di Aldo Pizzuto e ora in mano ad Alessandro Dodaro e che sarà realizzato in 7 anni, è quindi il frutto di una collaborazione ampia che ha messo in pista i 500 milioni necessari per avviarlo, 250 dei quali saranno assicurati dalla Bei (la Banca europea per gli investimenti), 60 milioni dal Consorzio Europeo EuroFusion (a valere sui fondi Horizon 2020), 80 milioni da Mise e Miur, 25 milioni dalla Regione Lazio (insieme allae spese per il collegamento alla rete elettrica nazionale), 30 milioni dalla stessa Enea e altri 30 da partner internazionali, ai quali si aggiungono 130 milioni di costi operativi per la gestione della società.

Da Dtt ricadute per 2 miliardi sul Pil nazionale
Il progetto conferma quindi la leadership italiana nel campo della fusione nucleare e rappresenta un riconoscimento della ricerca scientifica e dell’industria nazionale: le ricadute del progetto sul Pil nazionale sono stimate in circa 2 miliardi di euro con la creazione di 1.500 nuovi posti di lavoro, dei quali 500 diretti, tra scienziati e tecnici. Dtt servirà a realizzare una macchina sperimentale che dovrà mettere a punto le soluzioni per la fusione nucleare in modo da produrre energia rinnovabile, sostenibie ed economicamente competitiva. Il progetto nasce come anello di collegamento tra i grandi progetti internazionali di fusione nucleare, Iter in Francia e Demo (il reattore che dopo il 2050 dovrà produrre energia elettrica da fusione).

Descalzi (Eni): la fusione decisiva per l’energia futura
Il progetto Dtt sulla fusione nucleare «è un progetto importante, entriamo nella fase viva del progetto di fusione, uno dei possibili sviluppi futuri che permette di avere energia con risorse inesauribili e può essere il futuro», ha detto l’ad di Eni Descalzi non prima di ricordare che il gruppo è l’unica compagnia oil&gas integrata a essere presente in un progetto di questo tipo. «È energia assolutamente pulita, che occupa pochissimo spazio - ha proseguito il top manager -, ad esempio una bottiglietta di plastica pesante potrebbe far funzionare un ciclo combinato da 250 megawatt per un anno. Insomma potrebbe riuscire a trovare la soluzione per l’energia futura».

Testa (Enea): così si trattengono i cervelli in Italia
Sulla stessa falsariga anche il presidente dell’Enea Testa: progetti come questo «sono la vera ricetta contro la fuga dei cervelli. Li fermi solo se dai loro delle opportunità». Infatti, ha aggiunto, «ci arrivano domande dagli italiani da tutto il mondo e molte università vogliono partecipare, tra cui Bicocca, Politecnico di Torino e l’ateneo della Tuscia». Quando la sfida, ha chiosato Testa, «è così alta non c’è tempo per le rivalità, ma bisogna lavorare insieme e ce la faremo di sicuro».

Governo e Regione Lazio schierati a sostegno del progetto
Nutrita anche la compagine governativa che ha partecipato alla sigla dell’intesa tra Eni ed Enea a conferma della volontà dell’esecutivo di sostenere progetti strategici come Dtt. L’accordo, ha sottolineato il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, «è un risultato molto importante per l'Italia, che così dimostra le proprie capacità». Il titolare dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi ha poi posto l’accento su quanto questa alleanza «sia fondamentale per il futuro energetico del Paese». Mentre il sottosegretario Riccardo Fraccaro ha ricordato che Dtt rappresenta altresì «un esempio delle grandi eccellenze italiane nel campo dell'industria e della ricerca». Che avrà, come detto, significative ricadute anche sul territorio laziale. «Faremo di tutto - ha evidenziato il governatore Nicola Zingaretti - perché questa esperienza crei un tessuto connettivo e costruirlo sarà il nostro principale obiettivo».

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