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Energia, rimbalzo dei consumi nel terzo trimestre ma il 2019 è molto lontano

Secondo l’analisi trimestrale dell’Enea, i consumi energetici sono aumentati del 18% ma in calo del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

di Davide Madeddu

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(Imagoeconomica)

Secondo l’analisi trimestrale dell’Enea, i consumi energetici sono aumentati del 18% ma in calo del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente


3' di lettura

La ripresa economica del terzo trimestre 2020 spinge su consumi, energia ed emissioni ma non è sufficiente per raggiungere i dati del 2019. A evidenziarlo, indicando una vera e propria inversione di tendenza rispetto al secondo trimestre di quest’anno, è l’ultimo numero dell’analisi trimestrale del sistema energetico nazionale dell’Enea. A leggere il rapporto si scopre che in Italia, nel terzo trimestre, l’attività economica ha avuto «un rimbalzo superiore alle aspettative», con un «balzo congiunturale del PIL pari al +16 per cento, della produzione industriale pari al +18 per cento».

E in questo scenario anche i consumi di energia sono «andati di pari passo con il rimbalzo dell’attività economica». La crescita è stata del 18 per cento rispetto al trimestre precedente ma più bassa del 7 per cento rispetto a quella registrata nel 2019.

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I primi nove mesi del 2020

Il calo complessivo dei primi nove mesi del 2020 è del 12 per cento rispetto allo stesso periodo de 2019. L’analisi (si segnala un +20 per cento delle emissioni di CO2) registra un miglioramento dell’indice Ispred, ossia l’indice sicurezza energetica, prezzo energia e decarbonizzazione con un più 42 per cento nei primi 9 mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2019 «grazie all’avvicinamento dei prezzi dell’energia elettrica italiani a quelli europei e al forte calo delle emissioni (-14 per cento)».

L’analisi evidenzia che «in termini di fonti energetiche, i minori consumi del terzo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo 2019 (-7 per cento) derivano in gran parte dal calo della domanda di petrolio (-12 per cento) e in misura minore dal carbone (-30 per cento) e dalle importazioni nette di elettricità (-26 per cento)».

Resta invece «sostanzialmente stabile la domanda di gas (-1 per cento)». L’unica variazione positiva riguarda le fonti rinnovabili (+2%). Nel terzo trimestre i consumi di energia elettrica sono diminuiti del 3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019, soprattutto a causa del dato di luglio (-7 per cento). A settembre la domanda ha raggiunto i livelli dello scorso anno.

Il rimbalzo del terzo trimestre

«Dopo il drastico calo dei consumi di energia nel secondo trimestre (-29 per cento ad aprile rispetto allo stesso mese 2019) - dice Francesco Gracceva, il ricercatore Enea che ha coordinato l’analisi -, il rimbalzo dell’attività economica sul trimestre precedente ha determinato un parallelo rimbalzo congiunturale dei consumi di energia, che però rispetto al 2019 restano comunque su livelli inferiori».

I dati parlano di un -10 per cento a luglio, -7 per cento agosto, - 4 per cento settembre, e -1 per cento (stime preliminari) a ottobre, rispetto agli stessi mesi del 2019. L’analisi mette inoltre a fuoco le criticità nel settore della raffinazione del petrolio, «con ripercussioni sulla sicurezza degli approvvigionamenti, e il crescente disavanzo commerciale nel campo delle tecnologie green (+40 per cento nella prima metà del 2020 rispetto all'anno precedente)».

Si accelera sulla decarbonizzazione

«Un dato legato all’accelerazione della decarbonizzazione del sistema energetico italiano -argomenta Gracceva -. In soli sei mesi del 2020 il saldo negativo ha raggiunto i 422 milioni di euro, contro i 530 milioni dell'intero 2019, pressoché interamente a causa dell’importazione di veicoli elettrici e ibridi e di accumulatori agli ioni di litio».

Nello scenario complessivo emergono anche segnali positivi e, in particolare, il calo delle emissioni che «con questo andamento consente di prevedere, per fine 2020, una traiettoria coerente con gli obiettivi di riduzione al 2030». C’è poi la questione legata alle fonti rinnovabili dove «il persistente rallentamento nella costruzione di nuovi impianti incide negativamente sul raggiungimento degli obiettivi al 2030».

«Sul fronte emissioni, circa 2/3 della riduzione riscontrata nei primi tre trimestri è da attribuire alla caduta del PIL - conclude l'esperto-, il resto alla crescita del peso delle rinnovabili sui consumi totali, all’accelerazione della decarbonizzazione nel settore elettrico e alla riduzione dell'intensità energetica dell'economia».

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