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Energia, senza gas russo e riduzione di domanda, ad agosto 2023 stoccaggi in affanno e sotto la media storica

Una contrazione dei consumi del 7% consentirebbe di raggiungere solo l'obiettivo di assicurare il fabbisogno per l'inverno '22-'23, determinando un livello delle riserve al 50% a fine agosto (sempre al di sotto della media storica)

di Andrea Carli

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2' di lettura

L’Italia, nonostante l’aumento dell’incidenza delle fonti rinnovabili, è tra i paesi più esposti alla crisi energetica, in primo luogo per la preponderanza di gas nel mix energetico. Non mancano le incognite sul futuro, come mette in evidenza il report “La crisi del gas tra presente e futuro: il ruolo della riduzione della domanda per superare possibili shock dell'offerta”, realizzato nell'ambito del progetto di ricerca Monitor Fase 4, frutto della collaborazione tra Area Studi Legacoop e Prometeia.

Un inverno molto rigido, con la prevedibile conseguenza di un aumento della domanda dei consumi per riscaldamento, o un'ulteriore crisi dell'offerta (stop totale al gas russo o riduzione da altri fornitori e/o di GNL) comporterebbero consistenti prelievi dagli stoccaggi. E maggiore è il prelievo durante questo anno termico, peggiore è la preparazione per il prossimo. Da qui l'esigenza di programmare una riduzione della domanda che, in assenza del gas dalla Russia, sarebbe necessaria per assicurare il fabbisogno per l’inverno '22-'23 e affrontare l’inverno successivo con una quantità sufficiente di gas negli stoccaggi.

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Rischi elevati

Dal report emerge, infatti, come in assenza di una riduzione della domanda, la percentuale di riempimento degli stoccaggi crollerebbe, dal 1° novembre 2022 al 31 agosto 2023, al livello della riserva strategica (25%). Una contrazione dei consumi del 7% consentirebbe di raggiungere solo l'obiettivo di assicurare il fabbisogno per l'inverno '22-'23, determinando un livello delle riserve al 50% a fine agosto (sempre al di sotto della media storica). Lo scenario migliore (a meno che non vi siano ulteriori distruzioni dell'offerta), sarebbe, come già ricordato, quello di una riduzione della domanda del 15%, auspicata a luglio dalla Commissione Europea e programmata a settembre dal governo italiano, che consentirebbe un riempimento degli stoccaggi all'80% ad agosto 2023.

Realizzabile riduzione del 15% del consumo di gas da agosto a marzo 2023

Il governo italiano ha programmato di ridurre il consumo di gas del 15% (pari a 8,2 miliardi di metri cubi) nel periodo agosto 2022-marzo 2023 rispetto al consumo medio dello stesso periodo del quinquennio precedente, escludendo dal piano dei risparmi il settore industriale. La netta contrazione della domanda di gas registrata in agosto e settembre 2022 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-10,87%), passata da 8 miliardi e 388 milioni di metri cubi a 7 miliardi e 476 milioni, configura un risparmio di quasi un miliardo degli 8,2 programmati. L'obiettivo di riduzione della domanda di gas indicato dal governo, pure impegnativo,sembra dunque raggiungibile - viene messo in evidenza nell’indagine -, sebbene i rischi rimangano elevati: inverno più rigido della media, approvvigionamenti alternativi non realizzati (inclusa la nave rigassificatrice di Piombino), sviluppi geopolitici, strategie a livello europeo.

L’incognita import

Nel corso degli anni, l'Italia ha sostituito l'utilizzo dei prodotti petroliferi con il gas per il 40,5% (dato 2020), contro il 23,7% della media europea, incentivando, nel frattempo, il ricorso alle fonti rinnovabili (20,4% del mix energetico contro il 17,4% di media europea). In secondo luogo per il peso delle importazioni. Nel 2021, dei 76 miliardi di metri cubi (m.c.) di domanda complessiva di gas, ben 71 miliardi e 650 milioni sono stati soddisfatti dalle importazioni, con la Russia primo fornitore (circa 28 miliardi di m.c.), seguita dall'Algeria (circa 21 miliardi di m.c.) e dal ricorso al gas naturale liquefatto (GNL, circa 10 miliardi di m.c.).

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