risparmio e ambiente

Energia sostenibile: il quartiere del futuro nasce a Bologna

di Natascia Ronchetti


Giovannini: dall'Europa una spinta allo sviluppo sostenibile

2' di lettura

Bologna – Settemila abitanti all’estrema periferia della città e un passato di degrado e tensioni economiche e sociali. Costruito negli anni Sessanta, per accogliere gli immigrati provenienti dalle regioni del Mezzogiorno, adesso la zona del Pilastro di Bologna diventa teatro di una sperimentazione unica in Italia. Qui infatti nascerà un eco quartiere, una comunità energetica costituita dagli abitanti che avranno la possibilità di produrre, consumare e vendere energia green proveniente da fonti rinnovabili.

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Un progetto che apre le porte del Paese alla direttiva comunitaria che prevede l’istituzione delle comunità energetiche e che dovrà essere recepita dall’Italia entro il 2021. E che ha molti protagonisti. Si parte dal Caab , il centro agroalimentare del capoluogo emiliano, che con il suo tetto fotovoltaico – il più grande d’Europa – è il principale produttore di energia pulita dell’area. Si arriva all’Alma Mater, che mette a disposizione una piattaforma per la vendita dell’energia pulita, e all’Enea: sono sue le tecnologie smart che consentiranno di far funzionare il sistema. Il progetto – denominato Geco (Green Energy Community) – è finanziato con 1,5 milioni di euro da Climate-Kic, la struttura per lo sviluppo di una società low carbon sostenuta da Eit, Istituto europeo per l’innovazione e la tecnologia. E sarà esteso alla vicina area produttiva Roveri – per coinvolgere le aziende -, e ai centri commerciali.

«Siamo una parte importante del quartiere», dice Andrea Segrè, presidente del Caab. «Fin dall’inizio – prosegue - abbiamo cercato di aprirci alla condivisione. E l’anticipazione della direttiva europea è l’occasione per verificare se possiamo offrire una opportunità anche alle classi sociali più svantaggiate». Gli abitanti, che si uniranno in una comunità green basata sull’autoconsumo elettrico e sulla condivisione dell’energia prodotta, potranno infatti abbattere i costi energetici. A tenere le redini dell’operazione, che partirà dal prossimo mese di settembre, sarà l’Agenzia di sviluppo locale Pilastro/Distretto Nord Est, l’ente pubblico-privato nato per favorire lo sviluppo di quest’area del Bolognese. Gli abitanti potranno usufruire di finanziamenti per la realizzazione di impianti di produzione da fonti rinnovabili e dell’assistenza gratuita da parte di Aess, agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile.

Il primo motore del progetto sarà il Centro agroalimentare che con Caab3, impianto fotovoltaico con sistema di accumulo energetico più grande d’Italia, ha completato la svolta elettrica. L’impianto, che occupa una superficie di 2.500 metri quadrati, guiderà la struttura verso il 100% a energia solare. Partner tecnico per l’attivazione di Caab3 è il gruppo Morini – Nissan Morini Cars, che metterà a disposizione le proprie auto a zero emissioni per i test drive, a beneficio di operatori e stakeholders del centro, grazie alle colonnine di ricarica appena installate.

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