ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùVerso il nuovo governo

Energia, da D’Amato a Scaroni: tutte le ipotesi e i nomi

Spunta il super ministero dello Sviluppo economico con D’Amato. E il ministero dell’Energia da affidare a Scaroni

L'Ambasciatore tedesco: "Serve un'Unione europea dell'energia"

2' di lettura

Giorgia Meloni continua ad approfondire in prima persona i dossier più delicati che si troverà ad affrontare con il nuovo governo. La crisi energetica, prima di tutto, definita «una questione europea e come tale da affrontare» promettendo di sostenere «ogni azione volta a contrastare fenomeni speculativi e ingiustificati aumenti del costo dell’energia e appoggiando ogni iniziativa condivisa di concreto aiuto a famiglie e imprese». Il ministro della Transizione energetica Roberto Cingolani è impegnato a passare tutti i dossier al futuro governo, in nome di una continuità dell’Italia a livello internazionale

Cingolani: finito tempo tecnici, ora tocca a politica

Passate le consegne, l’idea di Cingolani sarebbe quella di tornare a fare il manager. Meloni, (che secondo i fedelissimi «sta dedicando più tempo al dossier gas ed energia che non alla formazione del governo»), ha avviato una riflessione per poter affidare ancora a lui il dossier, in qualità di “commissario per l’energia”. Ma Cingolani sembra irremobibile. «“C’è un tempo per i tecnici e un momento, che credo sia giunto, in cui il Parlamento si deve riappropriare delle proprie prerogative e fare delle scelte politiche. E il mio tempo da questo punto di vista è finito». Così il ministro uscente si è congedato da Luciano Fontana, nell’intervista ai Green Talk di Rcs Academy, rispondendo alla domanda su un suo possibile ingresso nel nuovo esecutivo.

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Il nome di D’Amato

Ma non è l’unica possibilità. Sono da cinque a sette le poltrone su cui Meloni vorrebbe far sedere gli esperti, «magari di area», sostiene. Tra i nomi su cui punta molto c'è Antonio D'Amato. Imprenditore napoletano, è stato presidente di Confindustria dal 2000 al 2004. Sondato, avrebbe dato una prima disponibilità.

L’assetto possibile

L'offerta è allettante: per lui Meloni starebbe pensando a un super ministero dello Sviluppo economico che riassorbirebbe tutte le deleghe sull'energia, e la gestione delle grandi aziende controllate del settore, da Eni a Enel e altre. Di fatto si svuoterebbe il ministero della Transizione ecologica che potrebbe tornare nella formula più classica dell'Ambiente.

C'è anche un'altra ipotesi: istituire un ministero all'Energia. Superando l'attuale accorpamento della delega al ministero per la Transizione ecologica ma anche quello precedente con lo Sviluppo economico. Un ministero che sottolineerebbe la crucialità del tema energetico, da affidare a una personalità come il già amministratore delegato di Enel ed Eni Paolo Scaroni.

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