ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe imprese in difficoltà

Energia troppo cara, caseificio chiuso un giorno alla settimana

A Piacenza la Valcolatte fermerà la produzione di mozzarelle e ricotte ogni mercoledì: i dipendenti andranno in cassa integrazione

di Micaela Cappellini

(AdobeStock)

1' di lettura

L’insostenibilità delle bollette energetiche comincia a spingere le imprese del settore agroalimentare verso lo stop produttivo e la cassa integrazione, pur di contenere i costi. Dopo il tonno Callipo, che la settimana scorsa aveva annunciato la decisine di ricorrere a un giorno settimanale di stop, ora è la volta del caseificio Valcolatte di Piacenza, 340 dipendenti in tutto, che fermerà la produzione di ricotte e mozzarelle un giorno alla settimana, il mercoledì, per quattro volte al mese. La notizia è stata riportata dal quotidiano Libertà.

La decisione è stata presa dopo aver ricevuto la bolletta elettrica di luglio, che un anno fa era pari a 175mila euro e il mese scorso è schizzata a 609mila. Per ridurre l’impatto dei costi energetici, dunque, l’azienda ha deciso di fermare la produzione per un giorni: il mercoledì, dunque, resteranno in attività solo l’ufficio spedizioni, l’amministrazione, il ricevimento del latte e la manutenzione. Per le prime due settimane di stop i dipendenti utilizzeranno due giorni di ferie, dal terzo però scatterà la cassa integrazione. Il titolare della Valcolatte punta poi il dito contro la burocrazia, che terrebbe bloccata dal 2018 la sua pratica per la realizzazione di un impianto a biogas: se l’opera fosse stata realizzata cinque anni fa, sostiene l’imprenditore, oggi il caseificio sarebbe potuto essere quasi indipendente sotto l’aspetto energetico.

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