green economy

Energia verde per la nautica: è il progetto Yachting med center di Portovesme

Settanta milioni di investimenti (privati e pubblici) e 300 posti di lavoro dalla conversione di un ex centrale in Sardegna. Capofila dell’operazione l’azienda De Li

di Davide Madeddu

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(camophotographie - stock.adobe.com)

Settanta milioni di investimenti (privati e pubblici) e 300 posti di lavoro dalla conversione di un ex centrale in Sardegna. Capofila dell’operazione l’azienda De Li


3' di lettura

Un centro ricerche per lo sviluppo di sistemi energetici green nella vecchia centrale elettrica di Portovesme, in Sardegna, collegato un polo nautico di alto livello. Il tutto attraverso un piano (ancora da finanziare con partecipazioni private e pubbliche) da 70 milioni di euro e ricadute immediate per oltre 300 posti di lavoro destinati a crescere nel tempo. E in grado di riassorbire maestranze lasciate fuori da altri cicli industriali. Non solo metallurgia ma anche energia verde e ricerca per nautica. Il progetto si chiama Yachting med center Portovesme ed è l’iniziativa che porta avanti nel polo industriale di Portovesme (Sulcis Iglesiente) l’azienda De Li.

Progetto già inviato al Mise

Il progetto è già stato predisposto e inviato al Mise. Un piano per la realizzazione di un cantiere navale per il refit di super yacht e per gestire il progetto di riconversione della ex centrale Enel di Portoscuso, creando un “Centro di Innovazione” per le energie green in campo marittimo.«L’obiettivo è costruire un accordo di programma per il settore nautica, ricerca e innovazione nel settore marittimo - chiarisce Luigi Bruzzo, general manager della De Li -. Il progetto preliminare è già stato presentato e ha riscontrato notevole interesse da parte del ministero che ha aperto una serie di tavoli cui siamo presenti per mettere assieme i vari interessi sull’area».

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In questo scenario la nautica, come argomenta «è considerata progetto di lungo respiro». Non una competizione con le altre iniziative, legate alla metallurgia e presenti nel polo industriale. «La nostra intenzione è quella di creare una sinergia. La più importante è con l’Enel - argomenta Bruzzo, che nel settore industriale della nautica vanta una lunga esperienza -. Abbiamo siglato una manifestazione di interesse per collaborare alla trasformazione della ex centrale a gasolio di Portoscuso in uno spazio che dovrà diventare centro di ricerca e innovazione per le energie green da utilizzare in campo marittimo e un cantiere per costruire tender elettrici e aumentare via via le dimensioni di questa tipologia di barche».

Investimenti e occupazione

Quanto alle risorse, il manager chiarisce che «il piano di investimenti è oggetto della trattativa in corso con il Mise per accedere agli strumenti già esistenti come accordo di programma e contratto di sviluppo».

La cifra, tra investimenti privati e pubblici viaggia tra i 50 e i 70 milioni di euro. Quanto agli occupati: «Inizialmente la cifra stimata è di 300 addetti che poi, con la gradualità necessaria, saranno destinati a crescere». A opere avviate ai 300 diretti si dovrebbero aggiungere «2 mila persone tra indiretti e indotto».

Un nuovo progetto che per Pietro Angelini, direttore di Navigo Toscana (la più estesa rete di aziende di nautica della Toscana, una delle principali d'Europa) considera una sfida. Ma anche un’occasione importante per lo sviluppo di un settore che vede l’Italia in una posizione di primo piano. «Delle seimila barca in circolazione la metà è nel Mediterraneo - dice -. In questa posizione centrale, area di Portovesme presenta opportunità interessanti, soprattutto se andiamo a vedere lo scenario in cui si parla di riqualificazione e dismissione del carbone. In quest’area, fatta di interessi di tipo diverso gioca un ruolo importantissimo. Può partire da forme di lavoro nautico, refit, charter».

La questione energia

E poi gli appuntamenti a lungo raggio legati all'energia. «Entro il 2030 la barca sarà ibridra o full elettrica». E poi un altro aspetto: «C’è un territorio di persone in cassa integrazione disponibili per essere riqualificate. Imparare nel settore nautico significa avere opportunità di lavoro in tutto il mondo». All’orizzonte poi anche la costruzione di una delle imbarcazioni che parteciperanno alla Ocean Race.

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