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Energy flexibility con Enel X: per le aziende che vogliono essere sostenibili

L'incremento esponenziale di energia da fonti sostenibili richiede la partecipazione delle attività commerciali e industriali a programmi di Demand Response: in particolare in Sardegna, che potrebbe diventare la prima regione carbon neutral d'Italia.

3' di lettura

All'incremento della produzione corrisponde una maggiore necessità di flessibilità. Sembra una banale proporzione ma in realtà il sottotesto è questo: la crescita della produzione e, di conseguenza, dell'utilizzo di energia da fonti rinnovabili richiede delle specifiche modalità di gestione, soprattutto da parte delle aziende. Specifiche modalità di gestione che ricadono sotto una dicitura: energy flexibility, di cui si parla già adesso e di cui si parlerà sempre di più nell'immediato futuro.

Obiettivo: zero emissioni. Tutti gli scenari sono concordi su un elemento: l'utilizzo sempre più diffuso delle fonti energetiche rinnovabili farà diminuire in maniera significativa la produzione e l'immissione di gas serra nell'atmosfera. Secondo i dati dell'International Energy Agency (IEA), al fine di raggiungere l'obiettivo zero emissioni, la produzione di energia da fonti rinnovabili deve rappresentare il 90% della produzione totale di energia entro il 2050, con eolico e fotovoltaico che, da soli, devono costituire circa il 70% del totale.

Il ruolo chiave delle aziende. Tra tutti coloro che sono chiamati a dare il proprio contributo per far fronte a questa sfida, un ruolo di primaria importanza è svolto dal settore industriale: oggi, le aziende e le imprese producono 8,5 tonnellate di CO2 all'anno, pari al 24% della produzione totale di anidride carbonica. Stando al report Net Zero by 2050, questo valore è cresciuto del 60% dal 1992, quando fu firmata la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

Una crescita esponenziale anche in Italia. I cambiamenti climatici rendono necessarie la transizione energetica e l'elettrificazione dei consumi anche per le aziende, con conseguente incremento dell'energia prodotta da fonti rinnovabili, che dovranno sopperire al fabbisogno energetico di servizi prima soddisfatti dalle fonti energetiche fossili. IEA e BloombergNEF stimano che entro il 2030 il fotovoltaico e l'eolico rappresenteranno circa il 45% della produzione energetica totale in Italia rispetto al 2019, a fronte di una media europea che si attesta sul 30%.

Necessità di flessibilità. Una produzione così massiccia di energia richiede un'accorta gestione che permetta alla domanda e all'offerta di energia di essere sempre opportunamente bilanciate, evitando ogni possibile scompenso. Se, da un lato, il crescente ricorso a fonti di energia rinnovabile sta guidando la transizione energetica verso gli obiettivi della decarbonizzazione e dell'elettrificazione, dall'altro la stabilità della rete di distribuzione energetica è messa alla prova dalla “non programmabilità” delle fonti energetiche rinnovabili. Ed è questo a rendere necessaria la energy flexibility.

Picchi di domanda. In sostanza, la produzione di energia da fonti rinnovabili deve compensare eventuali momenti in cui la domanda di energia superi l'offerta di energia. Situazioni di questo tipo possono verificarsi quando la rete elettrica si trova in emergenza causa condizioni meteorologiche estreme, interruzioni dei generatori o problemi imprevisti del sistema. Dal punto di vista aziendale, significa evitare possibili interruzioni di produzione di un bene o di erogazione di un servizio.

Demand Response. La transizione energetica è fortemente legata alla energy flexibility, ovvero alla modifica della produzione e del consumo di energia per far fronte a eventuali picchi di domanda energetica. Ed è proprio ciò che fa il Demand Response: attività commerciali e aziende possono ridurre o incrementare il consumo di energia rispondendo ai picchi di domanda e utilizzando la rete elettrica in maniera più efficiente. Che si traduce in un due vantaggi: si evitano tutti i problemi legati a una eventuale interruzione di fornitura energetica e il cliente che partecipa a un programma di DR può ricevere una remunerazione in cambio della sua disponibilità a modificare il consumo di energia.

Enel X: il partner per le aziende sostenibili. Enel X è Balance Service Provider. Quando TERNA, operatore che gestisce la trasmissione di energia elettrica in alta tensione in Italia e ne garantisce la sicurezza, la qualità e l'economicità nel tempo, rileva un problema, lo notifica a Enel X in quanto BSP. Le aziende, a loro volta, danno al BSP la loro disponibilità di energia, ricavandone un guadagno e permettendo al BSP di far fronte a un picco di richiesta al quale, altrimenti, la rete non sarebbe stata in grado di rispondere. Ecco come funziona il Demand Response affidandosi a Enel X ed ecco perché alle aziende conviene.

Prima regione carbon neutral. Energy flexibility e Demand Response saranno temi cari alle aziende sarde nei prossimi anni. La Sardegna, in base allo studio Una valutazione socio-economica dello scenario rinnovabili per la Sardegna (realizzato dall'Università di Padova e dal Politecnico di Milano per conto del WWF), entro il 2030 potrebbe diventare la prima regione carbon neutral d'Italia, alimentata unicamente da fonti energetiche rinnovabili. Aziende che troveranno in Enel X il partner di cui hanno bisogno per diventare esempio di sostenibilità.

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