previsioni

Engel&Völkers: il real estate torna alla normalità in 6-12 mesi

La crisi colpisce in maniera differente i settori. Da un sondaggio emergono le forti difficoltà del retail e la tenuta della logistica

di Paola Dezza

default onloading pic
(12386)

La crisi colpisce in maniera differente i settori. Da un sondaggio emergono le forti difficoltà del retail e la tenuta della logistica


3' di lettura

Preoccupazione abbinata all’analisi delle opportunità che potranno emergere dalla emergenza sanitaria causata dalla diffusione in Italia del Covid-19 accomunano gli operatori di settore. In questa fase di difficoltà del settore, con cantieri chiusi, agenzie immobiliari ferme, cautela sulle operazioni tra privati ma anche tra grandi investitori, si cerca di guardare alla riapertura.

Per capire quali sono le speranze e soprattutto le prospettive del settore immobiliare una volta terminati l’emergenza e il lockdown, Engel&Völkers Commercial Milano ha realizzato una Survey per delineare il sentiment degli attori del settore.

Fra il 16 e il 18 marzo 2020 è stato sottoposto un questionario a un panel di circa 7mila operatori italiani targettizzati in 4 cluster omogenei di operatori delle asset class Retail, Office, Industrial & Logistics e
Investment, sia privati sia istituzionali.
La preoccupazione è trasversale, secondo le rilevazioni di Engel&Völkers Commercial Milano, ma c’è chi valuta questo momento come adatto a ripensare il business e ottimizzare i processi.

Più di un intervistato su due crede che il 2020 terminerà con una
contrazione del Pil superiore al -2%. Le differenze nella percezione della crisi si apprezzano nella considerazione che ciascun cluster ha
dell’attuale se confrontata con quella del 2008. Mentre più di un terzo tra operatori Office e Retail è convinto di stare vivendo un momento di maggiore difficoltà (36%), la percentuale cala fra gli operatori dell’Industriale e Logistico (23%) e si abbassa di altri due punti percentuali fra gli Investitori (21%).

La maggior parte degli intervistati (31,2%) dichiara convinta che la situazione tornerà alla normalità entro fine 2020, con una netta
prevalenza tra gli operatori del settore logistico (37,5%) a discapito del settore Retail (26%), molto meno positivo. Solo una minima parte degli intervistati ritiene che la situazione possa migliorare tra pochi mesi (6,2%) o tra molti mesi (13,5%): quasi l’80% del campione ritiene che sarà possibile tornare a una situazione di normalità solo tra 6 o 12 mesi da oggi.

Le visioni per il domani
Il settore Retail, uno dei primi e maggiormente colpiti anche a causa della chiusura di tutte le attività commerciali non primarie, si mostra positivo rispetto alle iniziative governative volte al contenimento dei
danni, ma le considera sufficienti solo in minima parte (14% degli intervistati). La maggioranza dei retailer (69%) ritiene che debbano essere prese ulteriori misure per far fronte alla situazione.
Non si tornerà a breve a una situazione pre Covid-19, situazione che era già compromessa per via dei cambiamenti nei consumi. Diversa la situazione della logistica, gli operatori del settore sono ottimisti circa il ristabilirsi della normalità entro il termine dell'anno corrente (37,5%).
Nell’immediato invece, il 28% degli operatori Office e Retail afferma di dover fare ricorso alla Cassa Integrazione o di dover avviare piani di ridimensionamento del personale, mentre una buona fetta degli
intervistati (22%) si mostra spaesata e ancora indecisa sulle misure da adottare.
Si stagliano per positività gli operatori del comparto Industriale e Logistico, per il 35% dei quali il proprio settore si pone in netta controtendenza rispetto all’andamento generale.

Gli investitori guardano alla logistica
Quale il futuro degli investimenti in Italia, dopo che nel 2019 i volumi avevano raggiunto e superato 12 miliardi di euro, capitali in provenienza per il 75% dall’estero. Il 29% degli intervistati afferma che investirà in Italia entro un anno. Una percentuale esigua, ma che potrà salire rapidamente se la situazione migliora.
Più mature sono invece le ipotesi di asset oggetto di futuri investimenti, la preferenza è accordata al settore della logistica, mentre l’hotellerie, che nel 2019 ha raccolto un record di 3,2 miliardi di euro di investimenti, non viene al momento contemplata come meta.
Si registra poi un interessamento verso i comparti dell’healthcare, del farmaceutico e degli Npl.
Un investitore su due crede che nel nostro Paese il real estate sarà oggetto
di un repricing moderato (-5%), mentre solo il 7% crede che il repricing si attesterà intorno al-30%.
«Dalla Ricerca condotta emerge la comune consapevolezza di stare vivendo un momento di grande difficoltà, seppure di entità diversa: i retailer sono più preoccupati degli operatori dell’Industriale & Logistico, asset class che maggiormente giova di questa situazione di Crisi e momentanea chiusura delle attività commerciali» afferma Gianluca Sinisi, Licence Partner di Engel & Völkers Commercial Milano e di Engel & Völkers Commercial Lombardia.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...