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Engie vola a Parigi, alza target 2022 dopo trimestre in forte crescita

Secondo gli analisti di Jp Morgan, i conti del primo trimestre sono molto solidi e «la società è partita molto bene per mantenere le sue promesse»

di Giuliana Licini

(Belga via AFP)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La Borsa di Parigi festeggia Engie, dopo l’annuncio del rialzo delle stime per il 2022 sulla scia della forte crescita del primo trimestre. Bene accolte anche le misure prese per assicurare le forniture nell’attuale contesto di incertezza, incluse le discussioni con Gazprom.

Engie ha rivisto nettamente al rialzo le sue previsioni finanziarie per il 2022 e si aspetta ora un utile netto ricorrente tra 3,8 e 4,4 miliardi di euro, contro la precedente guidance di 3,1-3,3 miliardi, sulla base di una forchetta indicativa dell’Ebitda tra 11,7 e 12,7 miliardi e di un Ebit di 7-8 miliardi, «tenuto conto dell’ottima performance del primo trimestre 2022 e di una rivalutazione delle ipotesi, che riguarda in particolare l’evoluzione dei prezzi delle materie prime, per il resto dell’anno». Nel contesto della fiammata dei prezzi dell'energia, nel primo trimestre l’Ebit ha registrato un balzo del 74% a 3,5 miliardi e l’Ebitda è migliorato del 49% a 4,6 miliardi. Il fatturato è aumentato dell’85% a 25,6 miliardi.

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Il gruppo ha anche confermato la politica di dividendo, con un tasso di distribuzione del 65-75% e una cedola minima di 0,65 euro per azione nel 2021-2023. «Il mercato europeo del gas risente del forte impatto della guerra in Ucraina che si traduce in un livello di straordinaria volatilità e in prezzi molto elevati, ai quali si aggiunge il rischio permanente della rottura delle forniture provenienti dalla Russia», sottolinea Engie nel delineare le iniziative prese per rafforzare la sicurezza delle forniture. «Abbiamo diversificato, aumentato le nostre fonti di approvvigionamenti per fare fronte ai rischi di stop delle forniture o di calo dei volumi con nuovi contratti e una massimizzazione dei contratti esistenti, come nel caso della Norvegia», ha spiegato la ceo Catherine MacGregor in un incontro con la stampa, aggiungendo che il gruppo «utilizza a fondo» le proprie infrastrutture, con un numero record di 64 navi scaricate nei tre terminali Gnl francesi del gruppo nel primo trimestre.

Nel comunicato Engie precisa di essere “«in discussioni con Gazprom sulla richiesta russa di modificare lo schema dei pagamenti» in rubli per la fornitura di gas e ha «preso le misure necessarie per essere pronta ad adempiere ai suoi obblighi di pagamento, a condizione che questo sia conforme al quadro delle sanzioni europee e non modifichi l’equilibrio dei rischi» per il gruppo. «Abbiamo seguito la procedura che altri operatori dell’energia seguono ed è una procedura che ci permette di non prendere un’esposizione valutaria», ha spiegato la ceo alla stampa. «Ci siamo messi d’accordo su una soluzione che è in linea con le attese di Gazprom, le nostre attese in termini di non-esposizione alle valute e quello che noi capiamo delle sanzioni europee», ha aggiunto MacGregor, precisando che i prossimi pagamenti sono «imminenti». La ceo non ha voluto tuttavia precisare se questo significa che Engie ha aperto o prevede di aprire un conto presso la Gazprombank. Il gruppo ha ridotto l’esposizione diretta a Gazprom a meno di 5TWh a fine marzo contro un massimo di 15 Twh.

Secondo gli analisti di Jp Morgan, i conti del primo trimestre sono molto solidi e «la società è partita molto bene per mantenere le sue promesse».

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