Alcolici

Engine, il gin delle Langhe va alla conquista di 160 Paesi del mondo

Ilva di Saronno entra in società con il 25% delle quote e si occuperà della distribuzione all’estero

di Fernanda Roggero

L’originale confezione del gin “made in Langhe” Engine

3' di lettura

Engine, il gin italiano nato in Langa e 100% biologico, si affaccia su 160 paesi in giro per il mondo grazie all'ingresso nella società produttrice del colosso Ilva di Saronno. L'azienda entra con una quota del 25% e si occuperà della distribuzione estera (quella nazionale rimane a Velier), oltre che degli ulteriori sviluppi del brand. Che già non mancano. Da questa primavera è sul mercato una collezione ready to wear e sono in fase di elaborazione sinergie con marchi di design.

Le contaminazioni al di fuori del mondo Spirits non stupiscono se si pensa a chi c'è dietro alla creazione di Engine. Paolo Dalla Mora, oggi presidente e ad della società, ha un passato importante nel mondo della moda e della comunicazione. Oltre a una lunga consuetudine con i brand di spiriti (ha lavorato dieci anni a fianco di Augusto Reina, patron di Ilva). Ma è anche un gourmettaro, tanto da aver aperto un ristorante insieme a un cuoco stellato, Maurilio Garola della Ciau del Tornavento. Campamac, la loro “osteria di livello” a Barbaresco, nel cuore di Langa, è presto diventata meta di gourmet e appassionati di vino (leggendario il vitello tonnato di Maurilio).

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È sul gin però che si sono concentrati negli ultimi due anni i pensieri e le strategie di Dalla Mora. «Siamo nati come startup per passione – racconta – volevo costruire un lovemark fondato sul concetto di “pure organic gin”, utilizzando unicamente materie prime di provenienza italiana, con un numero limitato di botaniche, ma di altissima qualità: salvia di Albenga per distendersi, limone della costa amalfitana per trovare energia, radice di liquirizia calabrese per digerire, rosa damascena per rilassarsi, acqua sorgiva per rinfrescarsi, bacche di ginepro e oli essenziali».

Così è nato un London Dry Gin distillato sottovuoto a bassissime temperature, grazie all'uso di un evaporatore rotante di ultima generazione che garantisce una concentrazione elevata di aromi e profumi naturali. E fin qui un prodotto di elevata qualità, totalmente bio. L'esperienza di Dalla Mora nel fashion e la sua sensibilità nella costruzione di contenuti hanno fatto il resto. In primo luogo nella scelta dirompente del packaging. Una vera e propria tanica di latta, identica a quelle per olii e carburante, a evocare il mondo dei motori e tutta la leggendaria iconografia collegata. Celebra un immaginario di gare di motocross e veicoli da corsa – da sempre passione del suo ideatore – nel ricordo dei grandi miti degli anni ‘80 come l'intramontabile Dodge Charger, l'auto ribattezzata Generale Lee nella fortunata serie tv Hazzard

Nei prossimi tre anni Engine si proietta a tre milioni di bottiglie (oggi sono 500mila) con un fatturato fino a 30 milioni. Un obiettivo cui contribuiranno l'immagine iconica e i brand collaterali. Oltre a essere distribuito online il gin langarolo è già presente in Gran Bretagna e in Russia.

«A Mosca – rivela Dalla Mora – siamo arrivati addirittura prima nelle boutique con felpe e pantaloni che nei bar con il gin».Engine continuerà ad essere prodotto nelle Langhe, mentre il marketing e lo stile sono a Milano. «L'obiettivo – conclude l'ad – è divenire la prima B Corp di spirits italiana, continuando a tenere la filiera biologica e la provenienza Italiana di tutte le materie prime e della produzione».

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