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Eni, bioraffinerie e car sharing in una newco per la mobilità sostenibile

Il gruppo tiene a battesimo Eni sustainable mobility, nuova realtà, dopo Plenitude, a sostegno della strategia del gruppo per la transizione energetica - De Scalzi: «Realtà integrata lungo tutta la catena del valore»

di Matteo Meneghello

2' di lettura

Eni accelera ulteriormente lungo l’asse dell’energy transition e, dopo il varo dell’operazione Plenitude, annuncia la nascita di Eni sustainable mobility, nuova società del gruppo dedicata alla mobilità sostenibile che integrerà asset già di proprietà del gruppo, come per esempio le bioraffinerie di Venezia e di Gela o la rete di automobili in sharing di colore rosso di Enjoy. Si tratta di un’azienda integrata verticalmente lungo tutta la catena del valore, che ha l’obiettivo di fornire servizi e prodotti progressivamente decarbonizzati per la transizione energetica, accelerando il percorso verso l’azzeramento delle emissioni lungo il loro intero ciclo di vita.

Eni sustainable mobility svilupperà bioraffinazione, biometano e la vendita di prodotti, servizi e soluzioni per la mobilità, sia in Italia che all’estero, in un percorso che la vedrà evolvere verso una società multi-service e multi-energy. Nella nuova società sono stati fatti confluire, come detto, gli asset di gruppo della bioraffinazione e del biometano, che includono le bioraffinerie di Venezia e di Gela; vengono conferiti alla newco anche i business legati allo sviluppo di nuovi progetti quali Livorno e Pengerang, in Malesia, oggi in corso di valutazione; infine il marketing e la commercializzazione, attraverso una rete di oltre 5mila punti vendita in Europa, di tutti i vettori energetici tra cui l’idrogeno e l’elettrico, i carburanti anche di natura biologica come l’Hvo (Hydrogenated vegetable oil) e il biometano, nonché gli altri prodotti per la mobilità come i bitumi, i lubrificanti e i combustibili e tutti i servizi connessi alla mobilità, come il car sharing Enjoy, la ristorazione e i negozi di prossimità nei punti vendita sul territorio.

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«Questa nuova società - spiega Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni - rappresenta la seconda leva strategica, da affiancare a Plenitude, nell'ambito del nostro percorso di transizione energetica per l'abbattimento delle emissioni Scope 3, le più significative e difficili da eliminare poiché generate dai clienti attraverso l'utilizzo dei prodotti. Attraverso questa operazione integriamo e liberiamo nuovo valore dalle nostre iniziative industriali, prodotti e servizi basati su tecnologie innovative e che andranno a costituire un'offerta unica e decarbonizzata per la mobilità».

Amministratore delegato di Eni sustainable mobility è Stefano Ballista, già direttore sustainable mobility di Energy evolution di Eni. Eni sustainable mobility è direttamente controllata da Eni, che ne detiene il 100% del capitale sociale.

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