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Eni chiude il trimestre con il ritorno all’utile. Al via il piano per valorizzare Eni gas e luce e renewables

Nonostante il perdurante effetto della pandemia, Eni archivia i primi tre mesi con l’utile in crescita. L’ad Descalzi: «Robusta ripresa dei risultati». Dal cda disco verde alla valorizzazione del nuovo veicolo societario: sul tavolo Ipo o, in alternativa, cessione o scambio di una quota minoritaria dell’unità di business

di Celestina Dominelli

Il Recovery Fund acceleratore per la transizione energetica

3' di lettura

Eni chiude il primo trimestre, con «una robusta ripresa dei risultati», per dirla con il suo ad Claudio Descalzi, e accende il disco verde per valorizzare la nuova unità di business Eni gas e luce e rinnovabili attraverso la quotazione o la cessione di un pacchetto minoritario del veicolo societario nato dall’integrazione tra le due attività. I conti vanno così in archivio, grazie soprattutto alla spinta che arriva dall’esplorazione e produzione, come pure dalla chimica, con un netto miglioramento dei numeri, a cominciare dal risultato netto che torna in territorio positivo dopo il rallentamento dei mesi scorsi provocato dalla pandemia.

Trimestre in archivio con un miglioramento dei conti

Ed eccoli i numeri approvati dal gruppo: utile operativo adjusted di 1,32 miliardi, in crescita rispetto al quarto trimestre 2020 (+171%) mentre l’incremento sullo stesso periodo del 2020 è dell’1 per cento, utile netto adjusted di 270 milioni pari a quasi cinque volte quello conseguito nel primo trimestre 2020. Guardando, poi, al dato depurato dalle partite straordinarie, si registra anche su questo fronte un ritorno all'utile per 856 milioni dalla perdita di 2,92 miliardi dell'analogo periodo del 2020. Il flusso di cassa operativo ante capitale circolante al costo di rimpiazzo è pari a 1,96 miliardi a fronte di capex netti pari a 1,4 miliardi (-27% dal primo trimestre 2020). La produzione di idrocarburi nel primo trimestre si attesta a 1,704 milioni di barili al giorno in calo del 4% rispetto al primo trimestre 2020. L’indebitamento, ante Ifrs16 (leasing), è di 12,2 miliardi in aumento di 671 milioni rispetto al dato registrato a fine 2020 (11,5 miliardi).

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Descalzi: robusta ripresa dei risultati

«In un primo trimestre ancora fortemente caratterizzato dagli effetti dei lockdown Eni ha evidenziato una robusta ripresa dei risultati, in particolare nel settore E&P e nella chimica, ha commentato il numero uno Descalzi che ha messo in fila gli indicatori principali di questo primo trimestre. «Prosegue la crescita del nostro business retail G&P (+19% l'Ebit rispetto al 2020), grazie alla espansione dei clienti power e dei servizi extra-commodity. La performance di R&M è stata invece penalizzata dalla ridotta domanda di carburanti in Europa, derivante dalla pandemia, e da un margine di raffinazione negativo. Nell'ambito di uno scenario complesso, l'Ebit adjusted a livello di gruppo di 1,3 miliardi è in linea con il primo trimestre dello scorso anno e risulta quasi triplicato rispetto a fine 2020. Si consolida inoltre la crescita dell'utile netto, pari a 270 milioni, quasi quintuplicato rispetto allo stesso trimestre 2020. Il trimestre ha registrato una generazione di cassa organica prima della variazione del capitale circolante di circa 2 miliardi, nettamente superiore agli investimenti del periodo di 1,4 miliardi».

Il ceo: guardiamo con ottimismo ai prossimi mesi

Il ceo ha poi anticipato il possibile andamento dei prossimi mesi. «Il progressivo miglioramento del quadro pandemico ed economico a livello globale ci consente di guardare con ottimismo ai prossimi mesi e di prevedere una generazione di free cash flow nell'anno superiore a 3 miliardi sulla base dei prezzi correnti del Brent di 60 dollari/barile. In questo contesto continueremo a perseguire la nostra strategia di transizione energetica e di decarbonizzazione, assicurando il rafforzamento della nostra struttura patrimoniale ed una politica di distribuzione competitiva per i nostri azionisti».

Via alla valorizzazione di Eni gas e luce e renewables

Insieme ai conti, il cda ha licenziato, come detto, anche il piano di valorizzazione della nuova società che nascerà dall’unione delle attività di retail e di energia rinnovabile. Il processo entrerà nel vivo nel 2022 e le opzioni in esame, chiarisce il gruppo, «comprendono la quotazione in Borsa tramite un’offerta pubblica iniziale (Ipo), oppure la cessione o lo scambio di una quota di minoranza». A oggi Eni conta circa 10 milioni di clienti, che considera «una importante fonte di valore per l'azienda». La fusione delle attività retail e rinnovabili, il cui piano di sviluppo prevede un aumento significativo della capacità installata, spiega l'Eni, «massimizzerà la creazione di valore ampliando l'offerta di servizi, infrastrutture ed energia verde direttamente alla ampia clientela retail». La nuova società punta a sviluppare entro il 2025 una capacità di generazione elettrica “green” superiore a 5 gigawatt: «Tale capacità sarà offerta alla crescente base clienti, di oltre 11 milioni entro quella data, con un Ebitda complessivo previsto in crescita, dai 600 milioni di euro del 2021 a oltre 1 miliardo di euro nel 2025».

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