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Eni congela l’Ipo di Plenitude. «Condizioni di mercato deteriorate»

Eni ha deciso di congelare la quotazione di Plenitude, il ramo d’azienda specializzato nelle energie rinnovabili. L’operazione che sarebbe dovuta scattare a luglio è stata per il momento accantonata a causa delle turbolenze di mercato

di Celestina Dominelli

Reuters

2' di lettura

Eni ha deciso di congelare la quotazione di Plenitude, il ramo d’azienda specializzato nelle energie rinnovabili. L’operazione che sarebbe dovuta scattare a luglio è stata per il momento accantonata a causa delle turbolenze di mercato. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha reso nota l’intenzione di posticipare il collocamento sul mercato attraverso una breve nota diffusa a Borsa chiusa in cui non viene indicata una nuova tabella di marcia per l’Ipo.

L’incertezza del mercato

Nel comunicato si chiarisce il mutato contesto di mercato che ha suggerito ai due gruppi di modificare la tempistica del lancio. «Malgrado le due società abbiano riscontrato da parte degli investitori un forte e diffuso interesse per Plenitude, nonché un significativo consenso sulla sua strategia, Eni ha valutato che la volatilità e l'incertezza che attualmente coinvolgono i mercati richiedano un'ulteriore fase di monitoraggio»

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Avanti con gli investimenti nel green e nella emobility

Nessun piano B per ora, quindi. Ma Eni e Plenitude continueranno a monitorare il mercato e a sviluppare la propria strategia di offerta di un'energia decarbonizzata a tutti i propri clienti, attraverso lo sviluppo degli investimenti nelle rinnovabili e nella mobilità elettrica. Investimenti finalizzati a rafforzare la posizione della società che conta attualmente su un portafoglio di attività eoliche e fotovoltaiche con capacità installata complessiva pari a 1,4 gigawatt e una pipeline di progetti green di oltre 10 GW. La società dispone poi di un pacchetto di 10 milioni di clienti retail per il gas e l’energia elettrica in sei paesi europei e di circa 7300 punti di ricarica installati di proprietà.

La posizione di Eni nell’operazione

Solo qualche giorno fa il gruppo aveva annunciato l’intenzione di procedere con lo sbarco a Piazza Affari del “braccio” che integra la generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili, la vendita di elettricità, gas e soluzioni energetiche a famiglie e imprese e un network europeo di punti di ricarica per veicoli elettrici, conservando però una partecipazione di maggioranza nella società dopo l’Ipo.

Le tecnicalità dell’offerta

Secondo il piano reso noto a inizi giugno l’operazione, per il quale Eni aveva già depositato presso la Consob il prospetto informativo, avrebbe dovuto poggiare su un’offerta pubblica e un contestuale collocamento istituzionale riservato a investitori qualificati e avrebbe puntato a fornire un’adeguata liquidità sul mercato secondario.

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