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Eni ai massimi da giugno, conti sopra le attese e accelera su buyback

Numeri spinti dal settore Global Gas: l'utile rettificato del terzo trimestre è di 3,7 miliardi

di Andrea Fontana

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Eni è tra i pochi titoli in controtendenza in Borsa, a fronte della flessione generale dei mercati e dei prezzi del petrolio, grazie ai conti trimestrali e al miglioramento della guidance 2022. Il titolo viaggia sopra i 13 euro per azione ai massimi dalla metà giugno.

Terzo trimestre con utili per 3,73 miliardi

Il terzo trimestre ha visto l'utile netto adjusted salire a 3,73 miliardi di euro, in linea con il trimestre precedente ma in rialzo del 161% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e con un utile di 10,81 miliardi nei nove mesi 2022 (+8,2 miliardi rispetto ai nove mesi 2021 pari al +311%). L'ebit adj del trimestre e' di 5,77 miliardi rispetto ai 2,49 (+132%) dello stesso periodo del 2021 e nei nove mesi balza a 16,80 miliardi rispetto ai 5,85 dello stesso periodo del 2021 (+187%).

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La spinta del settore Global Gas

"I risultati sono stati buoni e superiori alle attese" commenta Banca Akros osservando che in particolare il business Global Gas and LNG portfolio ha registrato una performance "eccellente": la divisione ha riportato un risultato operativo adjusted di 1,083 miliardi di euro (220 milioni il consensu) e la guidance per il 2022 è stata alzata a 1,8 miliardi da 1,2 miliardi. Ubs aggiunge che anche Plenitude ha abbondantemente superato il consensus in termini di ebit (172 milioni contro 110 attese) ed è stata confermata la stima di oltre 600 milioni a fine anno. In netto miglioramento, osservano le case di investimento, anche la divisione Refining&Marketing grazie ai forti margini di raffinazione.

Piano buyback in anticipo

"Riteniamo che il nuovo set informativo abbia implicazioni positive per il titolo", spiega Equita Sim, grazie a risultati sono abbondantemente superiori alle attese, a un outlook 2022 nel middownstream migliorato di 1,2 miliardi di euro mentre il flusso di cassa operativo resta invariato (atteso a 20 miliardi) anche in uno scenario di Brent inferiore di 5 dollari al barile (100 dollari la stima dalla precedente 105). La casa di investimento ritiene inoltre positivo l'obiettivo del management di completare già entro fine anno il buyback da 2,4 miliardi di euro.

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