sviluppo urbano

Eni, la nuova sede milanese sposa ambiente e tecnologia

Cittadella direzionale per 4.600 persone con soluzioni all’avanguardia

di Paola Pierotti

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Il rendering della nuova sede Eni di San Donato che Salini Impregilo sta realizzando

Cittadella direzionale per 4.600 persone con soluzioni all’avanguardia


2' di lettura

Sale il cantiere del nuovo headquarter Eni a San Donato Milanese, dove tecnologia e innovazione si sposano con architettura e ingegneria di eccellenza. Prende forma il progetto Morphosis Architects caratterizzato da tre edifici-paesaggio che abbracciano una piazza condivisa: una cittadella direzionale per 4.600 postazioni di lavoro, integrate con una mensa aziendale, un centro conferenze e uno spazio espositivo.

Alta tecnologica con ricadute dirette sull'efficienza energetico-ambientale e sulla vita dell'opera, con significativi risparmi nei costi di gestione: elementi che oggi più che mai risultano essere tra le prerogative dei progetti di sviluppo di Dea Capital Real Estate sgr, società firmataria del Pri (Principles for Responsable Investment). «Elemento distintivo, non solo dal punto di vista architettonico, sono le facciate del centro direzionale, che svolgono una funzione centrale anche dal punto di vista funzionale: sono state infatti progettate - spiegano da Dea Capital - con l'obiettivo di garantire le massime prestazioni in termini di rendimento energetico e di illuminazione naturale degli ambienti anche in funzione della posizione del sole nel corso delle stagioni».

«La complessità di questo involucro, determinata tanto dalle scelte tecnologicamente innovative quanto dalla varietà e dalle forme non ripetitive, richiede una gestione sartoriale dall'ingegneria, alla produzione, all'istallazione. Il coordinamento di così tanti elementi - racconta Marco Felici, direttore tecnico di Bodino impegnata in cantiere - può essere ottenuto grazie ad un uso all'avanguardia dei più innovativi mezzi informatici, fusi con il know how aziendale e con la capacità di traslare approcci artigianali a realtà industriali. Un esempio per tutti: l'intera vita di ogni componente è modellata virtualmente e poi identificata fisicamente con QRcode».

La Bodino si è occupata dell'ingegnerizzazione, produzione e realizzazione di 72mila mq di facciate, di cui 32mila di structural glazing e 40mila di rivestimenti a screen di acciaio inox elettro-colorato. La chiusura delle facciate con l'installazione delle cellule, del primo edificio denominato Landmark è quasi completato, gli step successivi saranno l'installazione delle cellule sul secondo edificio, il cosiddetto Icon, per poi procedere sul terzo, lo Skygarden. Spazio anche alla digitalizzazione con l'applicazione dei processi Bim dalla fase di ingegneria alla fase di installazione, fino alla manutenzione e al controllo. Ingegnerizzazione made in Italy per la società che è stata protagonista a Copenaghen per le 17 stazioni del Cityringen e, dopo il successo di Expo Milano 2015 è in cantiere per alcuni padiglioni (soprattutto con strutture e facciate in legno) per Dubai Expo 2020.

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