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Eni in pesante rosso in Borsa, pesa ricalcolo tassa extra-profitti a 1,4 mld

Pesa anche la forte discesa del prezzo del petrolio a causa dei timori per un rallentamento della domanda

di Enrico Miele

(REUTERS)

1' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - In una giornata difficile per i titoli del comparto petrolifero, Eni si piazza in fondo al FTSE MIB. All’andamento del comparto, con il petrolio in forte discesa a causa dei timori per il rallentamento della domanda, per il Cane a sei zampe si somma il ricalcolo al rialzo della tassa sugli extra-profitti, introdotta dal governo Draghi. A fine giugno, infatti, Eni aveva determinato l’ammontare del contributo straordinario a carico delle imprese del settore energetico in circa 550 milioni di euro, versando il 40% di acconto. Ma a seguito delle ulteriori precisazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, l’ammontare complessivo del contributo è stato rideterminato, fa sapere Eni, in circa 1,4 miliardi di euro. Nella giornata del 31 agosto 2022, la società ha così provveduto all’integrazione del versamento dell’acconto pari a circa 340 milioni di euro.

Intanto, prosegue la discesa del prezzo del petrolio, sia per il Wti che per il Brent , in un contesto di ribassi generalizzati tra le materie prime. Il mercato teme la possibile recessione in arrivo con le conseguenze sulla domanda, che sarebbe nuovamente messa sotto pressione. Inoltre. pesa anche il fatto che - al momento - non sono presenti danni alla produzione irachena derivanti dagli scontri nella capitale (l’Iraq è il secondo produttore dell’Opec), notano gli analisti di Mps Capital Services.

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