ENERGIA

Eni punta sulla Francia ed entra nel mercato elettrico retail

di Celestina Dominelli

Claudio De Scalzi, ad di Eni (Imagoeconomica)

2' di lettura

Un milione di clienti entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di centrare i due milioni per il 2020, egualmente distribuiti tra gas ed elettricità. Eni punta a rafforzare la sua presenza nel mercato francese dell’energia dove il gruppo guidato da Claudio Descalzi è approdato cinque anni fa e oggi vanta 700mila clienti gas, di cui 640mila residenziali. Ora, però, è partito un ulteriore step, come spiega Daniele Fava, direttore generale di Eni per il segmento Gas&power in un’intervista rilasciata al quotidiano transalpino Le Figaro.

«Ci siamo resi conto molto rapidamente - evidenzia il manager - che i nostri clienti preferiscono disporre di un solo interlocutore per le due forniture (gas ed elettricità). Così come le nostre competenze ci permettono di alimentare, sul fronte gas, sia le grandi imprese che i consumatori domestici, allo stesso modo è possibile procedere nell'elettricità». Che è poi la strategia battuta dal Cane a sei zampe anche nella penisola, dove il gruppo sta puntando ad ampliare il suo bacino di clienti con un'offerta duale su tutti e due i versanti.

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Per chi sottoscriverà un’offerta nel gas e nell’elettricità noi abbiamo previsto una riduzione della parte abbonamento

La via seguita nel mercato francese, dove Eni rappresenta già il primo sfidante dell’ex monopolista Engie (ex Gdf Suez) e considera i 35 milioni di clienti serviti nell’elettrico come una formidabile occasione di crescita, è quella di proporre delle offerte a prezzo fisso, la stessa ricetta già battuta per il gas: tariffe ferme per tre anni e rinegoziabili nel caso in cui si registrasse un abbassamento dei prezzi all'ingrosso delle materie prime. «Per chi sottoscriverà un’offerta nel gas e nell'elettricità - prosegue Fava - noi abbiamo previsto una riduzione della parte abbonamento».

Attorno al mercato elettrico transalpino si combatte una partita dai numeri molto significativi se si considera che attualmente, nonostante la liberalizzazione sia partita dieci anni fa, l'87% dei francesi è ancora legato alle tariffe regolamentate di vendita (l'equivalente del nostro mercato tutelato) contro il 55% del gas, dove l'apertura alla concorrenza ha prodotto risultati maggiori. Il passaggio, insomma, non appare indolore e costringerà gli operatori in campo a sfoderare le loro armi migliori per conquistare nuovi clienti.

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