fase 2

Eni rafforza i presidi nel palazzo dell’Eur. Primi test per il rientro in sede

La multinazionale ha condiviso con i sindacati (Filctem, Femca e Uiltec) le linee guida per il contrasto del virus nelle sedi. Continua lo smart working massivo, divieto di ingresso a chi ha febbre e sintomi, ascensori uno alla volta

di Cristina Casadei

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura


Se è vero che Eni non si è mai fermata durante questa emergenza sanitaria del Covid-19, lo è anche che le sedi direzionali si sono svuotate. Nei siti produttivi, il lavoro è proseguito adottando le misure di salute e sicurezza definite nel primo protocollo post Covid-19 siglato dalla multinazionale con Filctem, Femca e Uiltec. Negli uffici, invece, la scelta è stata quella di adottare lo smart working massivo, mantenendo presidi essenziali per l’operatività. Per la fase 2, la multinazionale, che ha molta familiarità con la gestione delle epidemie per via dei paesi in cui opera, comincerà a ripopolare molto gradualmente il palazzo dell’Eur a Roma che si sviluppa su 20 piani. Non sarà un vero e proprio rientro, ma un potenziamento dei presidi, in attesa di capire le decisioni che saranno prese dal Governo e l’andamento del contagio. C’è molta prudenza, soprattutto sui numeri, come emerge dalle linee guida condivise con i sindacati per le sedi uffici.

Il rientro avverrà «attraverso una serie articolata di misure a tutela della salute dei dipendenti, tra le quali quelle relative all’igiene e alla prevenzione, all'accesso ai luoghi di lavoro e alle aree di aggregazione, all'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale -spiegano dalla multinazionale -. L’azienda, che agisce in piena coerenza con i DPCM e i Protocolli interconfederali, prosegue sulla linea della gestione dell’emergenza già messa in campo nei propri siti industriali e dalle società controllate. Il potenziamento del personale a presidio delle sedi uffici avverrà in maniera progressiva e per fasi geografiche, in modo da garantire la necessaria flessibilità in rapporto all'evoluzione dell’emergenza sanitaria e alle conseguenti decisioni delle istituzioni».
Qualche dettaglio delle linee guida. Innanzitutto la misurazione della temperatura all’ingresso e il divieto di ingresso a chi ha temperatura uguale o superiore a 37,5 o sintomi influenzali, la sanificazione quotidiana dei luoghi di lavoro. Per chi è risultato positivo al Covid il rientro in azienda dovrà essere preceduto dalla comunicazione con il certificato medico di avvenuta negativizzazione. L’accesso agli ascensori avverrà una persona alla volta, mentre dove gli ascensori consentono la distanza di oltre un metro sarà consentito a 2 persone alla volta. Ci saranno ingressi e uscite differenziati alle aree comuni dove apposita segnaletica servirà per mantenere la distanza di 1,5 metri. Le riunioni dovranno essere in videoconferenza e nel caso di necessità di incontri in presenza, i partecipanti dovranno essere meno di un terzo della capienza prevista.

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La società collaborerà con le autorità sanitarie per l’identificazione e la gestione dei casi sospetti. L’uso di mascherine (che saranno periodicamente consegnate dall’azienda ai lavoratori) è obbligatorio negli spazi comuni o negli spostamenti in cui non è possibile la distanza di sicurezza. Il segretario nazionale della Femca Cisl, Sebastiano Tripoli sottolinea «il ruolo fondamentale in questa vicenda emergenziale svolto dai comitati, sia a livello nazionale che locale. Il confronto costante su ogni aspetto legato all’emergenza ci ha consentito di mettere in campo misure efficaci per contenere e contrastare la diffusione del virus».

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