la hit dei marchi

Eni al top dei brand italiani, che valgono nel complesso 94 miliardi

di Monica D'Ascenzo

2' di lettura

Eni vale più di Enel. Ed entrambe in classifica vengono prima di Gucci, Tim e Ferrari. Per niente scontata la valutazione dei singoli marchi da parte di Brand Finance, che nel complesso assegna ai primi 50 maggiori marchi italiani un valore di 94 miliardi di euro. Il valore è la somma di quattro componenti che insieme contribuiscono al ranking dei singoli brand: brand value o valore dell’asset intangibile che il marchio rappresenta; brand contribution ovvero il fatturato e il margine che il brand porta all’azienda che lo possiede; branded business Value ovvero il valore di un singolo business dell’azienda; ed infine l’enterprise value ovvero il valore dell’intera impresa.

Se si guarda al valore complessivo dei brand italiani la fetta più grande è data da quelli dell’abbigliamento e del lusso con 22,1 miliardi di euro (12 marchi), seguiti dall’oil&gas con 10,9 miliardi (2 marchi) e dalle auto con 9,8 miliardi di euro (2 marchi). Nonostante l’Italia vanti brand conosciuti a livello mondiale i nostri marchi valgono il 5% in meno del totale di quelli di Spagna, Francia, Germania e Regno Unito.

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In termini di valore svetta, come si diceva all’inizio, Eni con 10,034 miliardi di euro in incremento del 22% rispetto all’anno precedente, seguita da Enel con 6,48 miliardi in calo dell’11% e Gucci con 6,124 miliardi in miglioramento del 22%. Fra i primi cinque, poi, anche Tim con 5,776 miliardi dieuro (+1%) e Ferrari con 5,474 miliardi in crescita del 35 per cento. E proprio quest’ultima è la prima in classifica, se non in termini di valore, come forza del brand con un punteggio di 91,9, seguita da Enel (83,1) , Gucci (82,9) e Lamborghini (82,3). In particolare su Ferrari, Brand Finance osserva che la scelta di imporre un tetto di produzione ha assicurato esclusività al marchio.

Infine se si guarda al brand che più di tutti ha guadagnato posizioni in termini di valore si ha Versace al primo posto (+40%), a poche lunghezze Lavazza (+36), Ferrari appunto e Luxottica (+24%).

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