i conti del terzo trimestre

Eni, utili e cassa in forte crescita. Debito atteso in calo a fine anno

di Celestina Dominelli


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2' di lettura

Gli effetti positivi dell'upstream (produzione ed esplorazione), da un lato, e i benefici collegati all'azione di ristrutturazione portata avanti negli altri business (gas, raffinazione e chimica), dall'altro, spingono i conti di Eni dei primi nove mesi dell'anno. Così il gruppo guidato da Claudio Descalzi conferma il trend di crescita e manda in archivio i risultati con un utile netto di 1,33 miliardi che si confronta con il rosso 1,39 miliardi dello stesso periodo del 2016 (sul trimestre, il risultato è positivo per 344 milioni a fronte di un -562 milioni nel terzo trimestre dell'anno prima), mentre il dato rettificato per tener conto delle partite straordinarie è pari a 1,44 miliardi rispetto alle perdite fatte registrare sull'anno prima ( -799 milioni, 229 milioni nel terzo trimestre contro i -484 milioni dei primi tre mesi del 2016). L'utile operativo rettificato è quasi quadruplicato sia nei nove mesi che nell'ultimo trimestre a quota, rispettivamente, 3,8 miliardi miliardi e 947 milioni (a fronte, l'anno prima, di 1,2 miliardi e 258 milioni).

Conti eccellenti
I primi nove mesi si chiudono anche con una forte generazione di cassa operativa: 6,8 miliardi nei nove mesi (+54%). 2,16 miliardi nel terzo trimestre (+63%). Gli investimenti sono stati di 7 miliardi nei nove mesi (5,7 miliardi su base pro-forma), in progressiva discesa dopo il picco dovuto alla finalizzazione dei grandi progetti avviati come da programma nella prima parte del 2017. Per l'intero anno, chiarisce Eni nella nota diffusa stamane, sono previsti investimenti proforma di 7,5 miliardi, cioè al netto dei rimborsi connessi alle dismissioni e agli anticipi da parte dei partner di Stato nel progetto Zohr in Egitto. Eni conferma così l'obiettivo di riduzione dello spending di circa il 18% rispetto al 2016 a cambi costanti.

Descalzi: risultato netto in aumento di oltre 700 milioni
Dalle dismissioni sono invece attesi incassi di 3,7 miliardi su base annua, di cui circa 1,5 miliardi nei nove mesi. Bene anche il debito che è sceso a quota 14,96 miliardi (16 miliardi alla fine del terzo trimestre 2016) ed è atteso in riduzione a fine anno con la finalizzazione delle dismissioni definite. «Nel terzo trimestre abbiamo conseguito risultati eccellenti con un risultato netto in aumento di oltre 700 milioni ed un flusso di cassa operativo in netta crescita rispetto al terzo trimestre del 2016. Gli investimenti seguono nel contempo un andamento in linea con le aspettative, con una riduzione nel corso dell'intero anno di circa il 18% rispetto al 2016», ha commentato l'ad del gruppo Claudio Descalzi.

Copertura organica investimenti e dividendi
Nel 2017, ha spiegato ancora il ceo, «otterremo una copertura organica degli investimenti e dei dividendi, interamente corrisposti per cassa, in corrispondenza di un prezzo Brent di 60 dollari al barile, come annunciato a inizio anno, 45 dollari tenendo conto delle operazioni legate al nostro dual exploration model», vale a dire alla monetizzazione anticipata dei successi esplorativi. Che, nei giorni scorsi, ha visto anche il perfezionamento della cessione del 30% del giacimento egiziano di Zohr in Egitto alla russa Rosneft.

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