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Enoturismo, 50mila degustazioni per fare ripartire la Toscana nel 2021

La strategia di AViTo, associazione tra 22 consorzi dei vini Doc toscani (che coprono più del 90% della produzione regionale con oltre 1 miliardo di fatturato, l'11% di quello nazionale) e Regione

di Giorgio dell'Orefice

(ZoomTeam - stock.adobe.com)

2' di lettura

Una terapia d'urto se non un vero e proprio elettrochoc per rianimare l'enoturismo in Toscana. È quanto sta studiando A.Vi.To. l'associazione tra 22 consorzi dei vini Doc toscani (che coprono più del 90% della produzione regionale con oltre 1 miliardo di fatturato, l'11% di quello nazionale), insieme con Regione Toscana per far ripartire nel 2021 un settore strategico per la regione nonché un comparto che fino alla pandemia 2020 aveva messo a segno ritmi di crescita importanti.

La strategia allo studio ruota attorno all'organizzazione di un grande evento ma anche di 50mila degustazioni in abbinamento con cibi e piatti tipici regionali per richiamare il turismo, in primis europeo, e riaccendere i riflettori sulla Toscana come vero e proprio punto di riferimento per i winelovers e viaggiatori che associano cultura e buona tavola.

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Secondo i dati elaborati dalla docente di Tourism Management dell'Università degli studi di Bergamo, Roberta Garibaldi nel proprio Rapporto sul Turismo Enogastronomico - per il 26% dei turisti l'enogastronomia è la prima motivazione di viaggio in Italia e nel 2019 il 90% dei turisti ha fatto almeno un'esperienza enogastronomica.

«Stiamo proponendo alla Regione e in particolare agli assessori all'Agricoltura ed al Turismo – ha spiegato il presidente di AViTo, Francesco Mazzei - di rimettere in moto in maniera coesa la grande macchina enoturistica Toscana con un grande evento che si rivolga al consumatore, in calendario a fine maggio subito dopo le Anteprime toscane pensate invece per la stampa e gli operatori del settore».

«L’enoturismo – ha aggiunto la vicepresidente di AViTo e ideatrice del progetto allo studio, Donatella Cinelli Colombini – al di là delle evidenti complicazioni dovute alla particolare situazione degli ultimi mesi, è un fenomeno in forte crescita in tutti i territori vitivinicoli del mondo e in questo frangente può rivelarsi il volano per riattivare i flussi di visitatori, intensificando le possibilità commerciali dei nostri vini a livello nazionale e internazionale, dopo la battuta d'arresto dovuta all'emergenza sanitaria. Stiamo studiando – ha aggiunto – un evento dal format immediato e dalle ampie dimensioni per riaccendere i consumi non solo per il settore vinicolo ma anche in termini di hospitality, somministrazioni e shopping e che possa rivitalizzare l'economia turistica regionale e l'agroalimentare di qualità»

Nella strategia allo studio si punta a coinvolgere almeno mille cantine e 5mila tra ristoranti ed enoteche oltre a tutto il sistema ricettivo tra alberghi, B&B e agriturismi. I dettagli ancora in via di definizione ma il progetto permetterà di proporre ai tanti winelovers di tutto il mondo i grandi vini toscani in abbinamento con i sapori più tradizionali e caratterizzanti della Toscana, nella suggestiva cornice delle cantine, dei ristoranti, delle enoteche e dei centri storici.

I locali presenteranno cibi Dop-Igp e piatti tradizionali insieme ai vini toscani al calice. Le cantine rimarranno aperte con orario continuato per accogliere i turisti e offriranno pacchetti studiati ad hoc per l'occasione. I centri storici saranno animati da serate in musica e varie altre attrattive.


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