vini di eccellenza

Enoturismo: asta mondiale per i Barolo introvabili, Tokyo fa il pieno

di Vincenzo Chierchia


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2' di lettura

L'Asta del Barolo - si legge in una nota - è nata come evento aziendale dei Poderi Gianni Gagliardo nel 1998, sin da subito condiviso con altri produttori di Barolo. Nel 2010 la famiglia Gagliardo ha deciso di «donare l'evento al territorio». L’Asta si è svolta domenica 12 maggio in mattinata presso il Castello di Barolo (Cuneo), con una rete di collegamenti internazionali vista la risonanza di uno dei vini d’eccellenza del made in Italy nel mondo: Tokyo, Osaka e Singapore sono state le piazze collegate in diretta con il cuore delle Langhe per l’interesse di collezionisti e investitori, molti presenti anche in sala, a Barolo. «L'Asta ci ha permesso di sensibilizzare i compratori internazionali a dar maggior considerazione al nostro vino - spiega Gagliardo - ha offerto a tanti estimatori ed esperti la possibilità di effettuare un acquisto sicuro, di aggiudicarsi pezzi unici, ma ha anche stimolato il desiderio di venire in Piemonte per visitare le cantine, i borghi e i ristoranti».

Oltre 50 i lotti in asta (120 bottiglie), battuti al rialzo da Giancarlo Montaldo, il ricavato - oltre 30mila euro (+15% in media sul 2017, ma con strappi anche del 300%) - devoluto in beneficenza all'Onlus 1Caffè dell'attore Luca Argentero. L’evento 2019 ha ottenuto l'Alto patrocino del Parlamento europeo. A riprova del grande amore del Giappone per il Barolo, l’Enoteca Bar Implicito di Tokyo si è aggiudicata 26 lotti su 51

Trentacinque le aziende rappresentate, alcune oggi non più esistenti (ad esempio il lotto di Franco Fiorina con tre bottiglie, rispettivamente del '70 ‘71 '74, aggiudicato a 500 euro) 29 le annate, la più vecchia è un'etichetta del 1947, le più recente il 2010, un lotto collettivo speciale Deditus tutto di “ventenni”, classe 1999 con bottiglie di Azelia, Cordero di Montezemolo, Franco Martinetti, Michele Chiarlo, Poderi Gianni Gagliardo, Poderi Luigi Einaudi, Prunotto e Vietti.
Etichette senior: anni '40 e '50 hanno raccontano un Barolo diverso come le tre bottiglie riserva Giacomo Borgogno del 1947 aggiudicate a 470 a Tokyo il lotto misto Fontanafredda, Barolo del 1959 insieme a Prunotto, Barolo, Riserva, 1967 e a un Marchesi di Barolo del 1974 una tripletta battuto a 520 euro.

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