Vigilanza bancaria

Enria: M&A tra banche per migliorare la redditività

Le banche devono adeguare i loro modelli di business per garantire che siano sostenibili in un ambiente in cui i ricavi sono influenzati da un contesto di bassi tassi di interesse e le perdite su crediti sono in aumento

di Corrado Poggi

Andrea Enria

3' di lettura

La pandemia obbliga le banche ad affrontare le debolezze strutturali che determinano la loro bassa redditività e in quest'ottica il consolidamento può aiutare ad affrontare le sovracapacità e la frammentazione del settore. È quanto ha detto il presidente del consiglio di sorveglianza della Bce, Andrea Enria, nel suo intervento di fronte alla Commissione per l'economia del Parlamento europeo. «Anche prima della pandemia - ha detto - il rendimento del capitale era inferiore al costo stimato del capitale per la maggior parte delle banche sotto la nostra supervisione. Le banche devono adeguare i loro modelli di business per garantire che siano sostenibili in un ambiente in cui i ricavi sono influenzati da un contesto di bassi tassi di interesse e le perdite su crediti sono in aumento».

Non esiste tuttavia una soluzione strutturale unica per tutte le banche dell'area dell'euro. «Strategie bancarie efficaci includono rigorose misure di riduzione dei costi e azioni per diversificare le fonti di reddito - ha sottolineato Enria - Ma qualunque siano le caratteristiche dei mercati in cui operano le banche, un ingrediente chiave è l'efficacia della guida strategica delle banche, ad esempio in termini di determinazione del prezzo dei prestiti, pianificazione e controllo, allocazione dei costi e supervisione delle funzioni aziendali. Le banche che hanno ottenuto risultati migliori negli ultimi anni sono in media migliori anche nel governo strategico».

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In questo percorso verso una maggiore redditività un aiuto importante può venire dalla digitalizzazione che sta diventando parte integrante dei modelli di business delle banche, modificandone le operazioni interne e le pratiche commerciali. Al tempo stesso il consolidamento del settore bancario «può essere un fattore importante per aiutare ad affrontare le sovraccapacità e la frammentazione del settore bancario, portando potenzialmente a sinergie e maggiore efficienza». «All'inizio di quest'anno - ha concluso Enria - abbiamo pubblicato una guida che definisce il nostro approccio prudenziale al consolidamento. Ciò aveva lo scopo di fornire chiarezza su come valutare gli aspetti prudenziali dei progetti di consolidamento e di dissipare i timori che piani di integrazione credibili possano essere ostacolati dalle azioni di vigilanza della Bce».

La richiesta di consolidamento del settore bancario europeo lanciata dalla Bce è stata raccolta. «Ci sono segnali incoraggianti di una tendenza verso il consolidamento da parte delle banche. Intesa Sanpaolo e Ubi, CaixaBank e Bankia, Unicaja Banco e Liberbank sono tutti istituti che si sono mossi in maniera proattiva in questo ambito, e le loro iniziative hanno riacceso l'attenzione degli organi amministrativi di altre banche sulla questione. Le fusioni societarie - aggiunge il banchiere centrale italiano - se ben pianificate, possono non solo aiutare le banche a ridurre i costi, investire di più nella trasformazione digitale e, in ultima analisi, dare nuovo impulso alla redditività, ma contribuiscono anche a eliminare la capacità in eccesso nel sistema bancario, eredità del periodo precedente la grande crisi finanziaria».

«La mancanza di una rete di sicurezza completamente integrata nell'unione bancaria - ha aggiunto Enria - preserva le segmentazioni nei mercati nazionali, che influiscono negativamente sull'efficienza del settore bancario europeo e sul perseguimento delle nostre priorità di vigilanza. A seguito delle conclusioni del vertice europeo dello scorso dicembre abbiamo accolto con favore le discussioni in corso su una tabella di marcia per l'attuazione dello schema europeo di assicurazione dei depositi (Edis). È importante mettere in atto l'Edis e completare l'unione bancaria, per garantire che i depositanti negli Stati membri partecipanti godano dello stesso livello di protezione dei loro risparmi e per sostenere l'impiego senza soluzione di continuità di capitale e liquidità all'interno dei gruppi bancari, soprattutto nei periodi di stress».

La vigilanza Bce accoglie inoltre con favore la revisione da parte della Commissione europea del quadro per la gestione delle crisi e l'assicurazione dei depositi ed è pronta a contribuire alla discussione con l'esperienza dei primi anni dell'unione bancaria. «Il principale miglioramento che si può fare in questo settore - ha concluso - è garantire che la gestione delle crisi funzioni per tutte le banche, non solo le banche più grandi con operazioni transfrontaliere, ma anche le banche più piccole e largamente finanziate dai depositi. Qui possiamo trarre ispirazione dagli esempi di best practice esistenti, in particolare il funzionamento della Federal Deposit Insurance Corporation (Fdic) negli Stati Uniti».

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