Gentiloni ha assunto l’interim

Enrico Costa si è dimesso dall’incarico di ministro per gli Affari regionali

di Nicoletta Cottone

Il ministro Enrico Costa si è dimesso

4' di lettura

Il ministro per gli Affari regionali Enrico Costa si è dimesso. Ha comunicato la sua decisione di lasciare l'esecutivo con una lettera al presidente del Consiglio Gentiloni nella quale ha ribadito il suo dissenso rispetto alle scelte del governo su alcuni provvedimenti, dallo ius soli al processo penale. Costa,che oggi guarda a Forza Italia per ricostruire un centrodestra dall'ispirazione liberale, ha scritto che è «il momento di lavorare a un programma politico di ampio respiro che riunisca quelle forze liberali che per decenni hanno incarnato aspirazioni, ideali, valori, interessi di milioni di italiani che hanno sempre respinto soluzioni estremistiche e demagogiche». Apprezzamento è invece espresso nella lettera per il premier.

Gentiloni assume l’interim
Un comunicato di palazzo Chigi ha reso noto che il presidente del Consiglio Gentiloni, ringraziando Costa per il contributo dato all’esecutivo, ha assunto l’interim degli Affari regionali.

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«Caro Presidente - si legge nella lettera di Costa a Gentiloni - ho manifestato nei giorni scorsi la convinzione che sia il momento di lavorare a un programma politico di ampio respiro che riunisca quelle forze liberali che per decenni hanno incarnato aspirazioni, ideali, valori, interessi di milioni di italiani che hanno sempre respinto soluzioni estremistiche e demagogiche. Sono opinioni politiche del tutto naturali, per chi ha una storia politica come la mia. In questi mesi ho anche espresso il dissenso su alcuni provvedimenti (ius soli, processo penale), motivando dettagliatamente le mie posizioni.

C'è chi ha ritenuto queste opinioni fonte di pregiudizio per il Governo, ma anche chi le ha apprezzate perché hanno portato una interessante dialettica. Tu, caro Presidente - prosegue Costa - hai sempre rispettato le mie idee. Non mi hai mai imposto il paraocchi e non mi hai chiesto di rinunciare alle mie convinzioni. Lo apprezzo moltissimo. Ma non posso far finta di non vedere la schiera di coloro che scorgono un conflitto tra il mio ruolo ed il mio pensiero. E siccome non voglio creare problemi al Governo rinuncio al ruolo e mi tengo il pensiero.

Ho avuto un'occasione unica ed ho fatto un'esperienza bellissima, sempre con il massimo impegno. Ora faccio un passo indietro, perché le convinzioni vengono prima delle posizioni. A chi mi consiglia di mantenere comodamente il ruolo di Governo, dando un colpo al cerchio e uno alla botte, rispondo che non voglio equivoci, né ambiguità. Allungherò la lista, peraltro cortissima, di Ministri che si sono dimessi spontaneamente. Rassegno, pertanto, con la presente - conclude Costa - le mie dimissioni dall’incarico di Ministro per gli Affari Regionali. Un caro saluto e un augurio di buon lavoro a te ed a tutti i membri del Governo».

Renzi: meglio che tenere il piede in due staffe, si vota nel 2018
«Il ministro Costa è una persona seria, sono legato a lui da un sentimento di stima. È stato coerente ad andarsene nel momento in cui ha detto di voler tornare con Berlusconi. È uno di quelli per cui le idee sono più importanti della poltrone. Preferisco uno così che gioca pulito piuttosto che quelli che tengono i piedi in due staffe nell'attesa di capire dove andare nella prossima legislatura», ha commentato il segretario del Pd Matteo Renzi alla presentazione del
suo libro a Milano. «Il governo va alla fine della legislatura. Punto. Le dimissioni di Costa non cambiano niente», ha detto. Dunque si vota nel 2018.

Alfano: dimissioni inevitabili e tardive
«Credevo lo facesse già un paio di giorni fa. Lo diciamo da tempo: noi vogliamo costruire un'area autonoma, una forza indipendente da destra e da sinistra», ha affermato il leader di Ap, Angelino Alfano, definendo le dimissioni di Costa «inevitabili e tardive». Noi, ha detto, «abbiamo idee, forza e coraggio per fare qualcosa di grande. Comprendiamo che chi non ce la fa, faccia scelte diverse, ma noi andiamo avanti per la nostra strada senza metterci in fila da nessuna parte».

Salvini e Meloni: voto subito
Immediati i commenti politici. Il leader della Lega Matteo Salvini si è affidato a un tweet: «Il ministro Costa, a differenza del poltronaro Alfano, si è dimesso. Il governo perde voti, perde idee e perde pezzi. Cosa fare ora, per il bene degli italiani? #ELEZIONISUBITO e si cambia». Affida il suo commento a Facebook la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: «Il ministro Costa, in dissenso col Governo, si dimette. A quanto pare, oltre a non avere la fiducia del popolo, Gentiloni e Renzi non hanno neanche quella dei ministri. Ma se non si sopportano tra loro perché li dovrebbero sopportare gli italiani? Governo a casa! Elezioni subito». La deputata M5s Fabiana Dadone commenta su Twitter, con l'hashtag #credibilità, le dimissioni del ministro: «Dopo averla costruita con tanta fatica ora Costa abbandona la sua zattera politica e corre verso una poltrona di salvataggio». Mentre il deputato M5s Riccardo Fraccaro scrive in un tweet: «La crisi dei consensi Pd #Costa cara al Governo: il ministro degli Affari regionali si dimette e torna all'ovile. Un successo firmato #Renzi».

Marcucci: non si può stare al Governo e solidarizzare con l’opposizione
Per il senatore Pd Andrea Marcucci che aveva sollecitato il ministro a prendere una decisione, «Le dimissioni del ministro #Costa sono coerenti. Non si può stare al governo e al tempo stesso solidarizzare con opposizione».

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