Impeachment

Impeachment, Ente del Congresso: «Trump ha violato la legge bloccando gli aiuti all’Ucraina»

Dopo la lettura degli atti d'accusa e i giuramenti, il procedimento entrera' nel vivo la prossima settimana. Tra nuove rivelazioni del faccendiere russo Parnas contro Trump e Giuliani e una determinazione di violazione della legge da parte dell'ufficio di supervisione del Congresso

di Marco Valsania

default onloading pic
(REUTERS)

Dopo la lettura degli atti d'accusa e i giuramenti, il procedimento entrera' nel vivo la prossima settimana. Tra nuove rivelazioni del faccendiere russo Parnas contro Trump e Giuliani e una determinazione di violazione della legge da parte dell'ufficio di supervisione del Congresso


3' di lettura

NEW YORK - Donald Trump ha violato la legge, parola dell'ufficio legale e di supervisione del Congresso. Il Gao, organismo bipartisan del Parlamento, ha determinato che Trump ha violato la legge nel paralizzare gli aiuti militari all'Ucraina nel luglio del 2019. Il Government Accountability Office ha trovato che anche le ragioni ufficiali finora addotte dalla Casa Bianca per fermare i fondi, una disputa politica con al centro preoccupazioni per la corruzione in Ucraina, non sono i realta' valide. Sono anzi illegali perche' il Congresso aveva gia' stanziato i soldi e che la Casa Bianca gia' firmato la conseguente legislazione. La legislazione violata, ha indicato il Gao, e' l'Impoundment Control Act, che “non permette rinvii per dispute politiche”.

L'impeachment
L'annuncio del Gao potrebbe rafforzare il caso per un impechment contro il Presidente. Il processo a Donald Trump al Senato americano debutta in queste ore, almeno nelle sue formalita'. I sette manager scelti dalla maggioranza della Camera - nei fatti una squadra di deputati democratici che rappresenta la pubblica accusa - si presentano al Senato per leggere ufficialmente i due articoli di impeachment contro Trump. Contemporaneamente, il Chief justice degli Stati Uniti, il presidente della Corte Suprema John Roberts che presiedera' al processo, arriva a sua volta al Senato: il suo compito e' prestare giuramento e farlo subito dopo prestare a tutti e cento i senatori, che diventano la giuria incaricata di condannare o assolvere Trump.

Il cerimoniale
Il cerimoniale prevede che il Senato a quel punto invii l'atto d'accusa a Trump, che rispondera' per iscritto nell'arco di alcuni giorni. Nelle prossime ore verranno anche indicate dal Senato le iniziali date per l'esposizione del caso da parte di accusa e difesa. Nel corso delle procedure il Senato, a maggioranza repubblicana, dovra' anche decidere e rendere note le regole e la durata prevista del processo, probabilmente alcune settimane. Mettera' anche in agenda, da quanto si e' appreso, un voto se chiamare a meno testimoni e quali, una scelta che richiede una maggioranza semplice. I democratici vorrebbero chiamare in aula, tra gli altri, l'ex consigliere per la sicurezza nazinale John Bolton.

Il processo
Il leader del Senato Mitch McConnell ha fatto sapere di recente di avere in mente martedi' prossimo, dopo un lungo weekend per il Martin Luther King Day di lunedi', quale data vera e propria per l'entrata nel vivo del procedimento. Una condanna e rimozione del presidente avra' bisogno del consenso di almeno due terzi dei senatori, un requisito che appare oggi impossibile da soddisfare per l'opposizione democratica visto che nessun repubblicano ha finora suggerito di voler “rompere” con Trump, che ha definito le accuse contro di lui una “caccia alle streghe”. Il processo e' scattato su due accuse, abuso di potere e ostruzione della giustizia. Ed e' legato allo scandalo Ucraina-gate, che avrebbe visto Trump ricattare Kiev bloccando aiuti militari statunitensi in funzione anti-Russa per chiedere in cambio pretestuose indagini sul leader democratico Joe Biden e suo figlio Hunter, il quale aveva interessi nella locale societa' energetica Burisma.

Il faccendiere dell'Ucraina-gate
Nelle medesime ore dei primi atti formali del processo son venute alla luce nuove rivelazioni sulle possibili trame dei collaboratori di Trump che potrebbero complicare la difesa del Presidente. Il faccendiere e uomo d'affari americano di origine russa Lev Parnas, vicino all'avvocato personale e emissario di Trump Rudolph Giuliani, ha concesso interviste ai media americani, a cominciare dal New York Times e dalla rete Tv Msnbc: ha offerto nuovi dettagli sui propri sforzi in Ucraina, cominciati nel febbraio del 2019 e che lo hanno visto al centro di numerosi incontri con alti funzionari di Kiev.

Parnas ha affermato che Trump era pienamente a conoscenza delle sue azioni e della campagna per danneggiare Biden, un potenziale rivale nelle elezioni del 2020 per la Casa Bianca. Ha sostenuto di essere stato presenta a conversazioni telefoniche tra Giuliani e Trump sulla vicenda. E ha fornito prove - sotto forma di messaggi via smartphone - di stretti e costanti contatti tra lui e due grandi finanziatori repubblicani molto vicini a Trump, Tom Hicks e Joseph Ahearn. Parnas ha affermato di aver sempre agito su ordine e in concerto con Giuliani. Giuliani e la Casa Bianca hanno reagito duramente definendo del tutto falso quanto affermato da Parnas.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti