Casse previdenza: ecco dove investono i vostri soldi

le inchieste sulle casse

Ente infermieri, tra incontri hot biglietti per partite e mazzette

di Ivan Cimmarusti


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2' di lettura

Fino a pochi giorni dal suo arresto, il 19 febbraio scorso, l’ex direttore generale di Enpapi, Marco Bernardini, continuava a incontrare escort in hotel di Roma, Milano, Taormina e Capri. Era solo una parte della presunta corruzione che avrebbe riguardato, per altri aspetti, anche l’ex presidente Mario Schiavon. In cambio di una maxi «stecca» avrebbero messo nelle mani di tre “consulenti” finanziari tutto il patrimonio della Cassa degli infermieri. E così, il consulente Piergiorgio Galli con l’illecita «svendita» di beni è riuscito a intascare assieme a Enrico Di Florio 46 milioni di euro. Senza contare i 180 milioni investiti in fondi, che hanno prodotto guadagni per 1,8 milioni a un altro consulente, Giovanni Conte.

Il sequestro di 40 milioni

La scorsa settimana la Procura della Repubblica di Roma ha disposto il sequestro di circa 40 milioni di euro, il «bottino» di una maxi truffa perpetrata ai danni degli infermieri. Una categoria duramente colpita dalle sospette attività illecite di Schiavon e del direttore generale Bernardini che, «incuranti degli interessi di migliaia di associati – si legge negli atti giudiziari – hanno accettato incondizionatamente le proposte di investimento» di Galli, Conte e Di Florio, tutte tese a far ottenere ritorni economici ai tre consulenti. Guadagni che per i pm sono «stati possibili soltanto grazie alle reiterate condotte poste in essere, a seguito degli accordi corruttivi, da Schiavon e Bernardini».

Serate galanti e partite

E così si scopre che per ottenere profitti pari a 46 milioni, Galli si adopera a organizzare 19 incontri hot «nel periodo compreso tra il gennaio 2018 e il febbraio 2019» per Bernardini. Serate «galanti» in hotel, confluite in una corposa informativa allegata agli atti dell’inchiesta. Intercettazioni e pedinamenti hanno fatto luce sul livello di «corruzione» entrato nei vertici di Enpapi. C’è il caso dei 180 milioni di euro finiti nel fondo di investimento britannico Tendercapital Ltd, che in Italia era gestito da Conte. In cambio Schiavon ottiene i biglietti d’aereo per assistere alla finale di Champions League del giugno 2015 Juventus-Barcellona, pagati – si legge negli atti dei pm di Roma – «dalla Tendercapital Ltd». Poi a pioggia una serie di consulenze, per un valore complessivo di poco meno di 100 mila euro. Lavori – o presunti tali – che Schiavon avrebbe dovuto svolgere per una rete di società riconducibili agli indagati o, come in alcuni casi, «schermate» da fiduciarie. Insomma, un «sistema» di vantaggi che ancora prima dell’intervento della magistratura aveva catturato l’attenzione anche della Covip e della Corte dei Conti, che avevano «evidenziato le forti criticità degli investimenti».

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