previsioni d’inverno

Entro il 2022 il Pil europeo tornerà a livelli pre-pandemia. Ma non l’Italia

Secondo la Commissione europea, superato un primo trimestre particolarmente difficile a causa delle nuove misure di confinamento in numerosi paesi europei, l'economia dovrebbe rimbalzare nella primavera e poi nella seconda parte dell'anno.

di Beda Romano

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(EPA)

3' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – Pubblicando giovedì 11 febbraio le sue previsioni economiche d'inverno, la Commissione europea si è voluta “cautamente ottimista” sul futuro della congiuntura, tuttora ostaggio della pandemia virale. L'esecutivo comunitario vede “la luce in fondo al tunnel” e si dice convinta di un ritorno ai livelli economici precedenti la crisi sanitaria entro il 2022. Ciò detto, alla luce anche del caso italiano, sottolinea come la ripresa rischi di essere a macchia di leopardo.

Secondo la Commissione europea, superato un primo trimestre particolarmente difficile a causa delle nuove misure di confinamento in numerosi paesi europei, l'economia dovrebbe rimbalzare nella primavera e poi nella seconda parte dell'anno. L'ottimismo dipende tutto dai nuovi vaccini anti-Covid 19 che dovrebbero essere finalmente a disposizione di una larga fetta della popolazione. Come detto, tuttavia, l'impatto della pandemia colpisce gli stati membri in modo diverso tra loro. In pillole, ecco le nuove previsioni dalla Commissione europea. La zona euro dovrebbe crescere nel 2021 e nel 2022 del 3,8% in entrambi gli anni. Il dato per quest'anno è inferiore alla stima d'autunno (4,2%), mentre quello per l'anno prossimo è superiore alle previsioni precedenti (3,0%).

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Economia europea a livelli pre-pandemia nel 2022

L'Italia potrebbe fare peggio della media, con una crescita del 3,4 e del 3,5% (in autunno le previsioni erano del 4,1% e del 2,8%). A titolo di confronto, la crescita in Francia è prevista del 5,5 e del 4,4%.Riassume il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni: “L'economia europea dovrebbe tornare ai livelli economici precedenti la pandemia nel 2022, prima di quanto previsto in precedenza - anche se la produzione andata persa nel 2020 non sarà recuperata così rapidamente, o allo stesso ritmo in tutta la nostra Unione. Questa previsione è soggetta a molteplici rischi, legati per esempio a nuove varianti del virus Covid-19 e alla generale situazione epidemiologica».

Al tempo stesso, Bruxelles spera nell'impatto benefico del nuovo Fondo per la Ripresa da 750 miliardi di euro (di cui circa 200 potrebbero andare all'Italia sotto forma di sussidi e prestiti). Il nuovo strumento, che dovrebbe vedere la luce in primavera, potrebbe indurre “una crescita più forte del previsto, dato che i finanziamenti previsti non sono stati ancora incorporati in queste stime”.

Italia sotto la media

Lo stesso aveva notato lunedì la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde dinanzi al Parlamento europeo. La ripresa economica a macchie di leopardo è dovuta in parte al fatto che nei paesi dove il settore del turismo è particolarmente importante il confinamento sta colpendo più duramente. Nota la Commissione a proposito dell'Italia: “Il prodotto interno lordo reale rischia di non tornare ai livelli del 2019 entro la fine del 2022”. Al tempo stesso, Bruxelles spera nell'impatto positivo del Fondo per la Ripresa. I consumi riprenderanno con la fine del confinamento, ma la Commissione si aspetta dagli italiani un atteggiamento comunque prudente.

Bruxelles spera nell'impatto benefico del nuovo Fondo per la Ripresa da 750 miliardi di euro (di cui circa 200 potrebbero andare all'Italia sotto forma di sussidi e prestiti). Il nuovo strumento, che dovrebbe vedere la luce in primavera, potrebbe indurre “una crescita più forte del previsto, dato che i finanziamenti previsti non sono stati ancora incorporati in queste stime”. Lo stesso aveva notato lunedì la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde dinanzi al Parlamento europeo.

L’impatto del Recovery Fund

Fiducioso che il prossimo governo italiano presieduto da Mario Draghi sarà “efficiente ed europeista”, il commissario Gentiloni ha precisato: “In autunno avevamo previsto che il Fondo per la Ripresa potrebbe avere un impatto medio sul Pil del 2% negli anni in cui sarà operativo. Gli Stati che però hanno un Pil pro-capite sotto la media europea (come l'Italia, ndr) avranno una spinta più forte: considerando uno stimolo di sei anni, il livello del Pil 2021-2026 potrebbe essere più alto, del 3%-3,5%, rispetto a uno scenario senza Fondo per la Ripresa”.

In questo contesto, il commissario Gentiloni consiglia ai paesi di agire con flessibilità quando si tratterà di ritirare le speciali misure di sostegno al lavoro (la cassa integrazione in Italia). “La decisione di come uscire da questa situazione di emergenza (…) è una decisione politica molto molto importante. Farlo prima rischia di diminuire le chances di ripresa. Farlo troppo tardi rischia di alimentare un'illusione che poi si traduce in effetti sociali ancora più difficili”. Per ora, comunque sarebbe prematuro.

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