Il percorso di Enel

Entro il 2027 l’uscita dal carbone. Anche la finanza cambia passo: bond Esg per circa 5 miliardi

di Laura Serafini

Francesco Starace. Il manager è ad di Enel dal maggio del 2014

2' di lettura

Da anni per il gruppo Enel la sostenibilità è parte integrante del piano industriale e rappresenta il principale driver dello sviluppo e della crescita. Il motivo non è solo la sensibilità ambientale quanto la consapevolezza che l'unico modo per affrontare i rischi legati ai cambiamenti climatici è individuarli in anticipo per mitigare i loro effetti sul bilancio e sulle attività dell’azienda. La ricetta ha funzionato: in 5 anni il gruppo ha più che raddoppiato la capitalizzazione e oggi in Borsa vale più di 86 miliardi (nonostante il calo dei ricavi di 15 miliardi nel 2020 a causa del Covid-19). Enel utilizza le posizioni di vertice raggiunte nei maggiori indici mondiali che misurano la sostenibilità (che classificano la sostenibilità nei diversi settori, ad eccezione del Dow Jones Sustainability World Index nel quale nel 2021 si è piazzata al vertice mondiale) per migliorare la performance interna. La sostenibilità non è concepita come una fotografia statica, ma come un percorso di miglioramento costante.

Oggi il gruppo produce il 53% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili (è leader mondiale), pari a 49 gigawatt (89 gigawatt la capacità totale istallata) e l'obiettivo è di arrivare a 68 gigawatt nel 2023. È previsto che entro il 2030 l’80% di generazione sia rinnovabile (su 170 megawatt totali). Entro il 2027 è fissata l’uscita dal carbone a livello globale (8,9 gigawatt la capacità istallata). Il gruppo è pronto a chiudere quelle centrali, ma il processo è legato alla lentezza del permitting (soprattutto in Italia) e alla necessità di autorizzare e costruire impianti a turbogas per gestire la transizione. Dal 2015 il gruppo ha comunque chiuso le centrali termiche e ha ridotto del 65% produzione di carbone. Entro il 2030 è prevista la riduzione dell’80% delle emissioni di CO2 rispetto al 2017.

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Un driver fondamentale per la sostenibilità è la finanza. Il 33% del debito del gruppo a livello mondiale è già sostenibile e l’obiettivo è arrivare al 50% nel 2023 e 70% nel 2030. Enel ha lanciato per prima i bond legati a target Esg: ne ha emessi per circa 5 miliardi. Ha in essere 6 miliardi commercial paper sostenibili e revolving credit facility per 10 miliardi di euro. Non stupisce, quindi, la sua presenza nella lista dei Leader della sostenibilità Il Sole 24 Ore - Statista. Anzi, per l’unica azienda italiana nel board del Global compact Onu (i pionieri mondiali della sostenibilità) questa è l’ennesima conferma della sua leadership che va oltre i confini nazionali.

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