Economia Digitale

«Entro il semestre il debutto di Sky Italia nella banda ultra-larga»

Dopo la sfilza di rumor delle ultime settimane l'ad Maximo Ibarra fa il punto sulla strategia di convergenza tra telco e contenuti

di Simona Rossitto


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Maximo Ibarra, ad di Sky Italia

3' di lettura

Il debutto di Sky Italia nella banda ultra-larga avverrà «entro i primi sei mesi del 2020» grazie all'accordo con Open Fiber. Dopo la sfilza di rumor delle ultime settimane, a confermarlo è l'amministratore delegato Maximo Ibarra in un'intervista con DigitEconomy.24 elaborato da Il Sole 24 Ore Radiocor con Luiss Business School. Una scelta, quella dello sbarco nella banda ultra-larga, che è «la naturale evoluzione del business di un'azienda che ha sempre puntato sulla qualità dei contenuti e sull'innovazione tecnologica». Riguardo al dibattito sull'ipotesi di una rete unica in fibra, Sky Italia si dice neutrale: «Ciò che è importante è che continui lo sviluppo e la diffusione sul territorio dell'ftth (fibra fino alla casa, ndr), infrastruttura fondamentale per il sistema economico italiano ed europeo».

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Quali sono le motivazioni della convergenza tra telco e contenuti?

«La convergenza tra connettività e fruizione di contenuti video è ormai una realtà nella vita di ogni giorno, non più solo una tendenza del mercato. Ben due terzi del traffico internet è oggi generato dallo streaming di video e sempre più consumatori vedono con favore un'unica offerta che integri tutto quello di cui hanno bisogno per comunicare e intrattenersi. La differenza la farà sempre di più la qualità dei contenuti, le performance effettive che la connessione sono in grado di garantire e un'interfaccia utente davvero semplice e intuitiva. Sky, anche grazie alla capacità di SkyQ, punta così ad aggregare offerte diverse, a diventare il luogo dove trovare i contenuti che si desiderano: un vero e proprio hub nelle case e nelle famiglie italiane».

In questo scenario che ruolo ha lo sviluppo di reti e servizi 5G?

«Il 5G potrebbe avere un ruolo fondamentale per il sistema Paese, come oggi lo sta avendo la fibra. Dallo sviluppo di queste infrastrutture dipende

non solo "l'internet of things" o la nascita delle smart cities, ma anche un fattore chiave per lo sviluppo della società dell'informazione. Un'opportunità quindi straordinaria, se pensata al servizio delle persone e delle comunità. Nel caso del 5g, ad esempio, non possiamo trascurare gli importanti temi legati alla sicurezza e alla privacy, che richiedono una riflessione seria anche su come aggiornare le regole a tutela di tutti e su cui chi fa informazione può svolgere un ruolo di fondamentale importanza».

Come si può arginare il fenomeno preoccupante della pirateria?

«La pirateria è un fenomeno complesso, che ha radici soprattutto culturali. Per questo, non si può pensare di combatterla da soli, o con un unico strumento. Innanzitutto sono fondamentali le attività di tipo educativo. Far conoscere lo straordinario e complesso lavoro e l'incredibile professionalità che sta dietro alla realizzazione di un prodotto creativo consente di dare il giusto peso agli effetti negativi che derivano dal fenomeno della pirateria, che andrebbero valutati al pari della

contraffazione. Ma ci sono segnali molto incoraggianti. La consapevolezza sta crescendo nell'opinione pubblica, le istituzioni hanno compreso la rilevanza degli impatti sull'economia e le forze di polizia, guardia di finanza e polizia postale, stanno raggiungendo importanti risultati sul piano repressivo».

Quando prevedete il lancio dell'offerta in fibra?

«L'ingresso di Sky nella telefonia fissa e nel broadband avverrà entro i primi sei mesi del 2020. Questa scelta rappresenta la naturale evoluzione del business di un'azienda che ha sempre puntato sulla qualità dei contenuti e sull'innovazione tecnologica fin dalla sua nascita. Grazie all'accordo wholesale siglato con Open Fiber avremo accesso alla migliore rete in fibra disponibile nel nostro Paese. Questo ci permetterà di supportare nel migliore dei modi le esigenze di connessione dei nostri abbonati, abituati da tempo a un uso intensivo della rete per lo streaming di contenuti, la visione on demand e quella di contenuti in 4K. Daremo così un contributo anche alla diffusione della banda larga in questo Paese».

Che cosa ne pensate della possibilità di creare una rete unica in fibra?

«Come operatore che acquista in wholesale l'accesso alla rete, abbiamo una posizione neutrale riguardo al tema della rete unica. Ciò che è importante è che continui lo sviluppo e la diffusione sul territorio dell'ftth, infrastruttura fondamentale per il sistema economico italiano ed europeo. Non a caso l'Agenda digitale europea, tra gli obiettivi per la crescita e l'occupazione in Europa, ha posto l'accesso per tutte le famiglie a connessioni internet di almeno 100 Mbps entro il 2025. Considerato che in Italia, nel 2019, solo un terzo degli accessi raggiungeva una velocità maggiore di 100 Mbps è di fondamentale importanza che il percorso di diffusione della fibra proceda spedito».

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