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Eolico, il Governo sblocca 11 impianti in Puglia e Basilicata

Superati i no ambientali. Si tratta di otto progetti da realizzare in Puglia e tre impianti liberati in Basilicata. La potenza totale sarà pari a 452 megawatt

di J.G.

La corsa sulle rinnovabili. Governo in azione per sbloccare i nuovi progetti

3' di lettura

Per sbloccare i progetti di energia rinnovabile bisogna passare attraverso la conciliazione del Governo. Ieri il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Mario Draghi, ha deliberato di approvare la compatibilità ambientale per undici progetti di impianti eolici, per una potenza totale di 452 megawatt.

Il contenzioso risolto dal Consiglio dei ministri ancora una volta riguarda il via libera ambientale del ministero della Transizione ecologica, guidato dal ministro Roberto Cingolani, bloccato dal no della Cultura, con il ministro Dario Franceschini. Il motivo nel no quasi sempre è estetico: le colossali eliche, le cui braccia rotanti estraggono elettricità dal vento, disturbano la bellezza del paesaggio.

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I progetti su cui i due ministeri sono in contrasto si fermano e finiscono al dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del consiglio, dove si accumulano a decine in attesa che il Governo faccia da arbitro.

Nel frattempo l’Edison acquista dall’Axpo un grande impianto eolico, mentre la cinese Zonergy sbarca nel mercato italiano dei moduli fotovoltaici tramite un’intesa con la veneta Desa.

Gli undici progetti sbloccati

Nel dettaglio, si tratta di otto progetti da realizzare in Puglia e tre impianti liberati in Basilicata.

Ecco gli impianti pugliesi. Mondonuovo (Mesagne, Brindisi) di 54 megawatt; Valleverde da 31,35 megawatt in località monte Livagni a Bovino (Foggia), più l’elettrodotto di collegamento attraverso Castelluccio dei Sauri e Deliceto; ripotenziamento del parco eolico da 42 megawatt tra Motta Montecorvino e Volturara Appula (Foggia); San Pancrazio Torrevecchia da 34,5 megawatt (San Pancrazio Salentino, Brindisi) più l’elettrodotto di collegamento attraverso Avetrana ed Erchie; San Severo La Penna (San Severo, Foggia) per 47,6 megawatt; San Potito località Torretta (Ascoli Satriano, Foggia) e linea di alta tensione attraverso Deliceto; nel comune di San Paolo Civitate (Foggia) per 42 megawatt tra le contrade Pozzilli, Chiagnemamma, Cerro Comunale, Marana della Difensola-Quarantotto, Masseria Difensola, più le infrastrutture di collegamento a Torremaggiore nelle località Fari e Rascitore; parco eolico San Severo da 54 megawatt (San Severo, Foggia).

Questi i progetti sbloccati in Basilicata. Proroga di cinque anni del termine di validità del provvedimento di valutazione di impatto ambientale per la realizzazione dell’impianto eolico Serra Gagliardi da 36 megawatt a Genzano di Lucania (Potenza); proroga di cinque anni del provvedimento di valutazione di impatto ambientale per l’impianto eolico Castellani da 38,995 megawatt progettato tra Maschito e Venosa (Potenza); impianto Rosamarina da 37,1 megawatt a Lavello (Potenza) con le opere di connessione attraverso i territori di Venosa e Melfi.

Il commento di Atelli (Via)

Dice al Sole 24 Ore il presidente delle commissioni Via del ministero della Transizione ecologica, Massimiliano Atelli, che «il 2022 è l’anno del giro di boa. La crescita delle autorizzazioni nella prima metà del 2022 sta proseguendo anche nella seconda e il dato di fine 2022 sarà, credo, eloquente. Ricordo che, soprattutto per alcune tipologie di impianti, quasi sempre è il Consiglio dei ministri a dover prendere la decisione finale — aggiunge Atelli — perché di fronte a parere favorevole della Transizione ecologica c’è spesso un parere contrario della Cultura».

L’intesa tra Edison e Axpo

L’Edison ha acquisito dall’Axpo il parco eolico Bisaccia (nella foto in alto), in provincia di Avellino, 22 eliche Vestas da 3 megawatt l’una per complessivi 66 megawatt. L’obiettivo dell’Edison è salire dagli attuali 2mila megawatt rinnovabili a 5mila nel 2030 «con investimenti per 3 miliardi di euro», mentre l’Axpo mira a «concentrarsi su nuove iniziative ad alto potenziale di crescita».

La cinese Zonergy in Italia

La cinese Zonergy (del colosso delle telecomunicazioni Zte) ha aperto una filiale a Milano e punta al mercato italiano del fotovoltaico e degli accumulatori tramite un’intesa con la veneta Desasolar, del gruppo Desa di distribuzione di prodotti elettronici.

Riproduzione riservata ©

  • Jacopo Gilibertogiornalista

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: ambiente, energia, fonti rinnovabili, ecologia, energia eolica, storia, chimica, trasporti, inquinamento, cambiamenti climatici, imballaggi, riciclo, scienza, medicina, risparmio energetico, industria farmaceutica, alimentazione, sostenibilità, petrolio, venezia, gas

    Premi: premio enea energia e ambiente 1998, premio federchimica 1991 sezione quotidiani, premio assovetro 1993 sezione quotidiani, premio bolsena ambiente 1994, premio federchimica 1995 sezione quotidiani,

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