energie rinnovabili

Eolico, in Sardegna arrivano i parchi galleggianti visibili solo con il binocolo

La struttura progettata da Ichnusa Wind Power (1,4 miliardi di euro e una potenza elettrica totale di 504 MW) verrà installata a oltre 30 chilometri dalla costa. Si attende il via libera dei ministeri competenti

di Davide Madeddu

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La struttura progettata da Ichnusa Wind Power (1,4 miliardi di euro e una potenza elettrica totale di 504 MW) verrà installata a oltre 30 chilometri dalla costa. Si attende il via libera dei ministeri competenti


2' di lettura

La nuova frontiera dell'eolico sul mare passa per le strutture galleggianti quasi invisibili dalla costa e capaci di produrre energia per oltre mezzo milione di utenze sfruttando il vento. Parchi galleggianti capaci di intercettare le migliori correnti di vento e produrre, quindi, maggiore quantità di energia. Questa la filosofia che anima il progetto, che come rimarcano gli ambientalisti “può essere ripetuto anche altrove”, presentato dalla Ichnusa Wind Power per la costruzione di un “Parco eolico flottante sul mare di Sardegna sud Occidentale”.

La nuova frontiera dell’eolico

Non più torri a ridosso della costa e con fondamenta sui fondali ma a una quarantina di chilometri e quindi visibili, solamente con il binocolo e galleggianti. È quella che Luigi Severini, ingegnere progettista del piano ora in attesa della valutazione di impatto ambientale dal ministero dell’Ambiente e dell’autorizzazione unica dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiama la nuova “frontiera dell'eolico”.

«Il sistema galleggiante – dice Severini – si è sviluppato soprattutto negli ultimi quindici anni e permette di coniugare l’esigenza di tutelare le coste, preservare i fondali marini con quella di produrre energia spostandosi dove il vento ha una potenza specifica più interessante».

Progetto da 1,4 miliardi

Soluzione che, come argomenta, permette di installare un parco eolico flottante anche a quaranta chilometri dalla costa. Distanza che lo rende visibile solamente con un binocolo. «Grazie al sistema di torri galleggianti si può piazzare l’impianto nelle aree dove il flusso di vento è più forte e quindi in aree più produttive». Nel caso del progetto della Ichnusa Wind, che vale 1 miliardo e 400 milioni di euro, si prevede l’installazione di «42 turbine eoliche galleggianti ad asse orizzontale da 12 MW ciascuna, con una potenza elettrica totale di 504 MW».

Nel progetto si specifica che «grazie alla struttura galleggiante di sostegno delle turbine, è stato possibile posizionare il parco eolico in acque distanti oltre 35 chilometri dalla costa della Sardegna, in modo da renderlo sostanzialmente impercettibile ad occhio nudo dalla terraferma». Una macchina energetica in grado di lavorare giorno e notte e capace di produrre l’energia per alimentare 650mila utenze. Quanto alla costruzione, per allestirlo sono previsti tre anni. Il sistema di torri con pale eoliche viene predisposto e assemblato nei cantieri a terra e poi trasportato in mare con i rimorchiatori.

Il moto ondoso

Il parco galleggiante apre la strada anche a sperimentazioni future. Come quella che vede la sistemazione di impianti per produrre energia sfruttando il moto ondoso. «Non escludiamo che in futuro ci possa essere una sinergia con questi altri sistemi – argomenta il progettista – per ora si parte con questo programma che coniuga ambiente a ricerca e innovazione». Per Edoardo Zanchini, responsabile clima e vice presidente nazionale di Legambiente si tratta di una «rivoluzione nell'ambito dell’off shore». Perché «con le pale sistemate a trenta o quaranta chilometri dalla costa e con i dovuti accorgimenti in materia di navigabilità e pesca, cadono tutti i problemi legati all’impatto ambientale e alla salvaguardia delle coste».

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