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Epatiti nei bambini, per l’Iss «improbabile» adenovirus come causa

I 169 registrati nel mondo al 21 aprile hanno un’età compresa tra 1 mese e 16 anni. La maggior parte (114) nel Regno Unito

di Nicola Barone

Rezza: "Indagini approfondite su casi epatite sconosciuta nei bambini"

4' di lettura

«L'ipotesi che sia un adenovirus a causare le epatiti, avanzata da qualche ricercatore, è di per sé improbabile, in quanto questo tipo di virus normalmente non è associato a malattie epatiche». È quanto chiarisce l’Istituto superiore di sanità in un aggiornamento su quanto ad oggi si conosce sulle epatiti pediatriche di origine sconosciuta, registrate in diversi Paesi compresa l’Italia. «In ogni caso l'adenovirus contenuto nei vaccini a vettore adenovirale anti Sars-Cov-2 utilizzati in alcuni Paesi (in Italia AstraZeneca e Janssen), è geneticamente modificato in modo da non replicare nelle cellule del nostro organismo - precisa l’Iss - Allo stato attuale delle conoscenze quindi, non sembrano biologicamente possibili i fenomeni di ricombinazione tra adenovirus circolanti e ceppo vaccinale. Questi infatti presuppongono il rimescolamento di geni tra virus mentre questi si moltiplicano, ma questo non è possibile per il vettore utilizzato per la vaccinazione».

Sileri: attenzione al fiorire di segnalazioni

«In Italia abbiamo una decina di segnalazioni», un trapianto è stato fatto e tre casi sono confermati ma «attenzione a pensare che ogni caso di epatite in bimbi sia di origine sconosciuta, perché anche se rara, questa malattia c’era anche prima». Secondo il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri «i casi sospetti di epatiti acute saranno probabilmente sovrastimati rispetto ai reali. Attenzione quindi al fiorire di segnalazioni ma poi molti andranno tolti dal computo finale».

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Attivata rete di sorveglianza nazionale

Una rete di sorveglianza sul territorio nazionale per i casi di epatite che si dovessero verificare è stata attivata dalla pediatria di famiglia. Antonio D’Avino, presidente della Federazione italiana medici pediatri Fimp, ha incontrato il ministro della Salute Roberto Speranza. «Il ministro ci ha chiesto di rafforzare l’impegno nell’attività vaccinale, in particolare contro Covid, alla luce della ripresa dell’epidemia in alcune aree della Cina, costrette al lockdown. Fimp invierà oggi le indicazioni del ministero, perché si attivi uno stato di massima attenzione sul rischio della malattia».

Nel Lazio caso sospetto bimba 8 mesi

Al Servizio regionale delle sorveglianze delle malattie infettive (Seresmi) del Lazio è stato notificato un nuovo caso di sospetta epatite acuta ad eziologia sconosciuta in una bambina di 8 mesi ora ricoverata in buone condizioni generali. «È in corso un approfondimento dell'indagine epidemiologica. Nessun allarmismo, ma rimane alto il livello di attenzione del Sistema regionale di sorveglianza delle malattie infettive. Si tratta del secondo caso autoctono nella nostra regione», ha dichiarato l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato.

La prima mappatura dell’Oms

Diciassette bambini (circa il 10%) dei 169 colpiti da epatite acuta di origine sconosciuta in 12 paesi del mondo sono stati sottoposti a trapianto di fegato ed è stato segnalato almeno un decesso. È il primo bilancio al 21 aprile che l’Oms ha elaborato in un aggiornamento sulla situazione. I casi registrati hanno un’età compresa tra 1 mese e 16 anni. «Non è ancora chiaro se si sia verificato un aumento dei casi di epatite o un aumento della consapevolezza dei casi di epatite che si verificano al tasso previsto ma non vengono rilevati. L’adenovirus è un’ipotesi possibile e le indagini sono in corso per l’agente eziologico» scrive ancora l’Oms. Sia in Gran Bretagna che in Olanda si è registrato un notevole aumento della circolazione dell’adenovirus e dai test era stato rilevano in 74 casi mentre in 19 è stata trovata un’infezione da Covid più adenovirus.

169 casi epatite acuta sconosciuta in bimbi

Al 21 aprile 2022, i casi arrivano da 11 paesi nella regione europea dell’Oms e un paese nella regione delle Americhe. Sono stati segnalati nel Regno Unito (114), Spagna (13), Israele (12), Stati Uniti d’America (9), Danimarca (6), Irlanda ( 5), Paesi Bassi (4), Italia (4), Norvegia (2), Francia (2), Romania (1) e Belgio (1), si legge in un aggiornamento dell’Oms sulla situazione dopo l’allarme partito dalla Gran Bretagna. Il bilancio è in continuo aggiornamento.

Epatite pediatrica, 11 casi sospetti in Italia

La circolare della Salute

A fare il quadro sulla situazione nazionale e su quella mondiale è stata una circolare del ministero della Salute che sollecita la segnalazione di «ogni eventuale caso di epatite acuta» che risponda alla definizione di caso attualmente adottata dall’Oms. Ma il ministero chiede a Regioni e medici, di segnalare anche i pazienti le cui condizioni non sembrano rientrare totalmente nella casistica e di prevedere in ogni caso «la conservazione dei campioni biologici per consentire ogni altro eventuale accertamento ritenuto necessario». L’atto, firmato dal direttore alla prevenzione Gianni Rezza, alza fortemente il livello di attenzione nei confronti di questa malattia.

Escluso un legame con vaccino anti-Covid

Nelle ricerca delle cause, che vede come più probabile un nuovo virus, pare ormai chiaro che il vaccino anti-Covid non abbia nessun ruolo. I bambini colpiti infatti non erano vaccinati. Anche una verifica su alimenti e abitudini personali non ha identificato alcuna esposizione comune. Sebbene le indagini di laboratorio abbiano escluso in tutti i casi un’eziologia virale di tipo A, B, C, D ed E, le autorità sanitarie del Regno Unito considerano l’ipotesi infettiva la più probabile, dato il quadro epidemiologico e le caratteristiche cliniche dei piccoli pazienti. Sono state avviate, e sono ancora in corso, anche alcune indagini tossicologiche.

Allerta negli Usa

In Usa l’allerta si è ora estesa a livello federale. I Centri per il controllo delle malattie (Cdc), hanno lanciato l’allarme per le epatiti pediatriche. Gli esperti americani per il momento sembrano credere che sia l’adenovirus a scatenare la forma acuta e pericolosa di epatite. Fra i 9 casi statunitensi, tutti fra bambini sotto i 10 anni, non si è registrato nessun decesso ma alcuni hanno sviluppato gravi problemi al fegato e in due casi è stato necessario il trapianto. Tutti, in questo caso, sono risultati positivi ad infezioni da adenovirus.


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